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Utero fibromatoso

Utero fibromatoso

Sommario

La patologia dell’apparato riproduttivo femminile conseguente alla formazione di diversi fibromi uterini prende il nome di utero fibromatoso. Questa condizione riduce l’elasticità e, allo stesso tempo, fa aumentare di volume l’utero.

I fibromi uterini sono tumori benigni dell’utero: si presentano come noduli di tessuto fibroso dalle dimensioni variabili (da pochi millimetri a 15-20 centimetri).

Quali sono le cause e i sintomi? Come curare l’utero fibromatoso?

Utero fibromatoso: cause e fattori di rischio

Le cause dell’utero fibromatoso non sono ancora del tutto chiare, ma si è notata un’importante correlazione tra la formazione del fibroma e fattori come:

  • Familiarità, base genetico-familiare (consanguinei presentano la stessa predisposizione genetica);
  • Alterata sensibilità agli ormoni sessuali. Si pensa che il fibroma si sviluppi a causa di una concentrazione anomala dei recettori per gli ormoni sessuali in certi punti dell’utero;
  • Obesità: è stato accertato che le donne obese sono le più soggette a fibroma uterino;
  • Alterata sensibilità ai fattori di crescita (mancanza di una fine regolazione di tali fattori).

Oltre alle donne obese, sono più soggette allo sviluppo dell’utero fibromatoso donne che presentano le seguenti caratteristiche:

  • Carenza di vitamina D;
  • Abuso di alcolici;
  • Consumo eccessivo di carne rossa e dieta povera di frutta e verdura;
  • Appartenenza alla popolazione di carnagione nera;
  • Inizio precoce delle mestruazioni.

Sintomi e complicanze

Un fibroma uterino di piccole dimensioni, in genere, non porta sintomi.

Se le dimensioni sono grandi i sintomi tipici sono:

  • Menorragia, mestruazioni abbondanti;
  • Metrorragia, perdita di sangue al di fuori del periodo mestruale;
  • Dolore pelvico che si intensifica nel periodo delle mestruazioni;
  • Anemia per eccesso di sanguinamento nei giorni delle mestruazioni;
  • Stipsi, diarrea e minzione frequente in quanto l’utero fibromatoso comprime gli organi vicini;
  • Addome bitorzoluto e sensazione di pressione a livello pelvico in quanto l’utero ingrossato comprime la parete addominale interna.

Trascurare il fibroma uterino significa rischiare complicazioni come riduzione della fertilità e predisposizione all’aborto spontaneo nel periodo di gravidanza.

Per diagnosticare l’utero fibromatoso, di solito, sono sufficienti l’esame pelvico e l’ecografia pelvica. Se necessario, per ulteriori accertamenti il medico può prescrivere risonanza magnetica, ecografia transvaginale, isteroscopia, isterosalpingografia.

Utero fibromatoso: terapia conservativa

Per contrastare il fibroma uterino (eliminarlo o arrestarne la crescita) si può ricorrere ad una terapia conservativa o chirurgica in base all’entità del fibroma.

La terapia conservativa prevede:

  • L’assunzione di specifici farmaci;
  • Sedute di Ultrasuoni focalizzati guidati dalla risonanza magnetica (FUS), trattamento che rappresenta una procedura medica non invasiva.

I farmaci prescritti dallo specialista per contrastare il fibroma uterino possono essere diversi:

  • Agonisti del GnRH, che bloccando la produzione di estrogeni e progesterone, fermano la crescita del fibroma. Questi farmaci causano uno stato temporaneo di post-menopausa che cessa non appena si interrompe il trattamento;
  • Pillola anticoncezionale per ridurre le perdite di sangue in caso di mestruazioni abbondanti;
  • Spirale medicata al progesterone, dispositivo che rilascia progesterone, una volta inserito nell’utero. Serve ad alleviare i sintomi;
  • Acido tranexemico, che non rientra tra i farmaci ormonali. Riduce i flussi mestruali più dolorosi e abbondanti;
  • FANS per combattere i dolori pelvici.

Una procedura non invasiva ed innovativa è data dagli Ultrasuoni focalizzati guidati dalla risonanza magnetica in grado di distruggere i fibromi uterini. In pratica, gli ultrasuoni vengono indirizzati sull’utero con un apposito strumento. Il medico utilizza strumentazione per la risonanza magnetica allo scopo di intercettare il punto preciso su cui puntare gli ultrasuoni.

Quando ricorrere all’intervento chirurgico

Se la terapia conservativa non sortisce alcun effetto, sarà necessario intervenire chirurgicamente.

Esistono due procedure per l’intervento chirurgico: minimamente invasive e tradizionali.

La terapia chirurgica minimamente invasiva è indicata a pazienti in età fertile per preservare l’utero. Vengono eseguite piccole incisioni chirurgiche in anestesia solitamente locale. 

Le procedure chirurgiche minimamente invasive includono:

  • Embolizzazione dell’arteria uterina. Si blocca il rifornimento di sangue diretto al fibroma per causarne la morte in assenza di nutrienti e di ossigeno;
  • Miolisi: il fibroma uterino viene esposto ad un laser per distruggerlo;
  • Miomectomia laparoscopica o robotica: il chirurgo esegue tre piccole incisioni sull’addome con una tecnica robotica per eliminare il fibroma lasciando in posizione l’utero; 
  • Miomectomia isteroscopica. Viene inserito nella vagina e nell’utero il resettoscopio, dispositivo che emette scariche elettriche per eliminare il fibroma.

Le procedure chirurgiche tradizionali comportano anestesia generale, notevoli incisioni chirurgiche, azione non mirata sull’organo bersaglio e tempi lunghi di recupero. Sono indicate a donne oltre l’età fertile o quando il fibroma è molto grande. Includono:

  • Miomectomia tradizionale, eseguito tramite incisione ed apertura dell’addome (laparotomia);
  • Isterectomiacon rimozione totale dell’utero.
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