Powered by Smartsupp

SPEDIZIONE GRATUITA DA 19,90 € 

Cerca
Trochite omerale

Sommario

La protuberanza posta sul lato esterno della parte superiore dell’osso del braccio (omero) prende il nome di trochite omerale

L’omero costituisce, insieme a scapole e clavicole, l’articolazione della spalla. Il trochite omerale svolge una funzione molto importante visto che si inseriscono in esso tre dei quattro muscoli facenti parte della cuffia dei rotatori della spalla.

Il trochite omerale, come tutte le componenti ossee, può essere soggetto a fratture più o meno gravi.

In questo focus, descriviamo l’anatomia ed il rischio fratture.

Trochite omerale: cos’è, anatomia

In anatomia, il trochite omerale è noto anche come grande tubercolo dell’omero

L’omero è la parte anatomica del braccio che va dalla spalla al gomito. Svolge importanti funzioni: partecipa alla formazione dell’articolazione gleno-omerale della spalla e del gomito ed accoglie i muscoli che contribuiscono ai movimenti di queste articolazioni. 

In tale contesto, il trochite omerale è una protuberanza (o processo) dell’omero molto importante. E’ localizzato sull’estremità prossimale dell’omero, in posizione postero-laterale rispetto al tubercolo minore e laterale rispetto alla testa dell’omero. Nel tubercolo minore si inserisce la parte terminale del muscolo sottoscapolare, che fa parte della cuffia dei rotatori. E’ una piccola protuberanza ossea posta a livello mediale e anteriore rispetto al trochite omerale.

Sul trochite omerale sono presenti due superfici denominate, in base alla posizione dell’una rispetto all’altra:

  • Superficie laterale, ruvida al tatto e convessa, prossima alla superficie laterale del corpo omerale;
  • Superficie superiore, lievemente arrotondata che comprende tre aree piatte (faccetta superiore, inferiore e mediana) che rivestono un ruolo importante. In esse si inseriscono tre dei quattro muscoli che formano la cuffia dei rotatori della spalla. 

Alla parte anteriore dell’omero, è presente il solco intertubercolare, una fessura che traccia il confine fra il tubercolo minore e il trochite omerale. Questo solco è importante per due funzioni:

  • Sui margini superficiali (le labbra) si inseriscono i tendini dei muscoli grande rotondo, grande pettorale e grande dorsale;
  • L’interno di questa fessura è attraversato dal tendine che appartiene al capo lungo del muscolo bicipite brachiale.

Trochite omerale: funzione legata alla cuffia dei rotatori

Sul trochite omerale si inseriscono il tendine del muscolo sovraspinato, sottospinato e piccolo rotondo, tre muscoli che fanno parte (insieme al muscolo sottoscapolare) della cuffia dei rotatori della spalla. Quest’ultima è un complesso muscolo-tendineo che assicura stabilità alla spalla consentendo i movimenti di rotazione interna ed esterna, estensione, adduzione, abduzione e circonduzione del braccio. 

Pertanto, il trochite omerale rappresenta un elemento molto importante per la funzionalità di spalla e braccio.

Trochite omerale: patologie

La trochite omerale può andare incontro a fratture composte o scomposte. Quelle scomposte sono più rilevanti e gravi cui possono aggiungersi lesioni a uno o più componenti della cuffia dei rotatori o la lussazione della spalla.

In gran parte dei casi, le fratture sono dovute a cadute accidentali, traumi diretti con impatto sul terreno della parte laterale della spalla o con braccio iperteso in avanti.

La frattura composta del trochite omerale è meno grave in quanto la parte ossea coinvolta mantiene la sua naturale posizione anatomica. Viene diagnosticata eseguendo la Risonanza Magnetica, non basta l’esame ai raggi X. Essendo lieve, sarà sufficiente intervenire con la terapia conservativa che prevede riposo, immobilizzazione con gessatura di spalla-braccio, farmaci antidolorifici e Fisioterapia per il consolidamento completo della frattura.

La frattura scomposta del trochite omerale causa uno spostamento dalla sede naturale della parte ossea coinvolta dalla rottura. E’ facile individuarla con i raggi X, provoca dolore intenso e limitazione funzionale ed è necessario ricorrere all’intervento chirurgico. Dopo l’operazione, il paziente dovrà stare a riposo e, dopo il consolidamento della frattura, dovrà seguire un percorso fisioterapico. I tempi di recupero da una frattura scomposta sono molto lunghi.

Condividi articolo:
Articoli correlati