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Trattare la fascite plantare efficacemente: una guida completa

fascite plantare

Sommario

L’infiammazione della fascia plantare è un problema frequente ed è importante capire come trattare la fascite plantare efficacemente

La fascia plantare è una sorta di corda tesa posta tra ossa anteriore del piede e calcagno. Questa banda di tessuto connettivo fibroso dal calcagno si estende sull’intera pianta del piede.

Perché s’infiamma? Le cause possono essere diverse: sovraccarico funzionale, lesioni traumatiche, tendinopatie, atrofia muscolare, età avanzata, sovrappeso, piede piatto, cavo o pronato, ecc. In ogni caso, alla base della patologia troviamo l’eccessiva trazione del tendine d’Achille e dei muscoli posteriori della gamba che spesso dipende da squilibri posturali.

La fascite plantare, che colpisce pianta e tallone, non è una patologia grave se curata adeguatamente e tempestivamente. Non è da trascurare perché potrebbe cronicizzarsi e diventare invalidante, alterare la postura, causare la formazione dello sperone calcaneare o la rottura della fascia plantare.

Come si cura e si risolve la fascite plantare?

Fascite plantare: sintomi inconfondibili

I sintomi tipici della fascite plantare sono:

  • Fitta dolorosa al tallone avvertita sull’osso del calcagno, nel punto d’inserzione della fascia plantare. Il dolore può manifestarsi di colpo (dopo un intenso sforzo) o gradualmente in punti diversi (centro della pianta del piede, centro del tallone). Il dolore si avverte dopo aver camminato a lungo o al mattino, si intensifica dopo un riposo prolungato, nel salire le scale o nell’alzarsi sulla punta dei piedi;
  • Rigidità del tendine d’Achille ed elasticità ridotta;
  • Gonfiore locale, in caso di fascite plantare cronica.

Trattare la fascite plantare in tre step

Affinché risulti efficace, il trattamento per la fascite plantare deve prevedere tre fasi per altrettanti obiettivi:

  • Ridurre dolore e infiammazione nella fase acuta;
  • Ristabilire la funzionalità muscolare e articolare e recuperare l’elasticità delle aree colpite;
  • Rieducare la postura a livello globale e l’appoggio plantare per intervenire sulla causa del disturbo.

Nella fase acuta, il medico prescrive una terapia conservativa basata su:

  • Assoluto riposo, sospensione dell’attività fisica per qualche settimana con l’uso di una canadese per deambulare in sicurezza;
  • Ghiaccio da applicare sotto il tallone per circa 15 minuti 3-4 volte al giorno;
  • Farmaci analgesici e antinfiammatori non steroidei;
  • Se necessario, infiltrazioni locali di cortisone;
  • Uso di plantari, scarpe adeguate e talloniere in gel allo scopo di scaricare le aree particolarmente soggette a pressione, uso di tutori per il riposo notturno.

Fisioterapia e Riabilitazione: lo step determinante per risolvere la fascite plantare

Lo step finale di Fisioterapia e Riabilitazione risulterà determinante per il trattamento posturale finalizzato a risolvere la causa della fascite plantare.

Curare efficacemente la fascite plantare serve a scongiurare l’intervento di distensione chirurgica in endoscopia, necessario quando i trattamenti conservativi risultano inefficaci a distanza di 8-12 mesi.

Una volta superata la fase acuta, la Fisioterapia interviene con trattamenti strumentali d’avanguardia:

  • Tecarterapia che, intervenendo su infiammazione e dolore, stimola la rigenerazione dei tessuti e permette al Fisioterapista di procedere con tecniche manuali per migliorare mobilità ed elasticità risolvendo le tensioni muscolari;
  • Onde d’urto, terapia d’elezione ad azione antinfiammatoria, antidolorifica e rilassante, che stimola la neoangiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni);
  • Ultrasuoni, terapia analgesica, decontratturante, trofica e fibrilonitica;
  • Laser Yag ad Alta Potenza.

In seguito, si procederà con trattamenti manuali più efficaci, esercizi e metodi mirati:

  • Terapia manuale: l’Osteopata esegue manipolazioni sui muscoli della pianta del piede, su tricipite surale e caviglia;
  • Trattamento miofasciale dei trigger point eseguito dal Massofisioterapista;
  • Kinesio Taping;
  • Esercizi terapeutici mirati da svolgere in presenza del Fisioterapista: esercizi di stretching dolce (senza forzare) per il graduale recupero dell’elasticità del tendine d’Achille e della fascia plantare, esercizi eccentrici e di rinforzo muscolare per la parte inferiore della gamba finalizzati a stabilizzare tallone e caviglia, esercizi posturali e propriocettivi;
  • Metodo Mézières (Rieducazione Posturale Globale) dopo aver effettuato l’esame Baropodometrico computerizzato per verificare la condizione posturale globale e distrettuale del paziente. Il metodo Mézières riallunga ed elasticizza tutti i muscoli della catena posteriore: è l’unico metodo in grado di riequilibrare la postura di tutta la colonna vertebrale.
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