Powered by Smartsupp

SPEDIZIONE GRATUITA DA 19,90 € 

Cerca

Streptococco: cos’è e quali sono i sintomi

Streptococco

Sommario

In natura, esistono numerose specie di streptococco, batterio di forma sferica gram positivo. Cresce e si sviluppa in coppie o formando catenelle dividendosi lungo il proprio asse. In genere, è presente nelle mucose dell’organismo (in particolare, faringea, orale, vaginale, intestinale). 

Alcuni streptococchi non causano danni alla salute, anzi collaborano alle funzioni dell’organismo. Altri sono patogeni, responsabili di malattie come lo Streptococcus pneumoniae. Certe specie ibride come lo Streptococcus viridans da innocui commensali possono trasformarsi in batteri dannosi attaccando alcuni organi.

A favorire la virulenza degli streptococchi patogeni sono le capsule di acido ialuronico prodotte da questi batteri (che ritardano la fagocitosi da parte delle cellule del sistema immunitario), le esotossine e gli esoenzimi. Lo streptococco preferisce crescere in assenza di ossigeno ma può svilupparsi anche in presenza.

Quali malattie può scatenare l’infezione da streptococco? Con quali trattamenti è possibile contrastarlo e sconfiggerlo?

Streptococco: tipologie patogene, quali malattie si rischiano

I gruppi di streptococchi con maggior tendenza a provocare malattie nell’uomo sono il gruppo A, B, C, D, G e Viridans.

In particolare, gli streptococchi del gruppo A (come lo pneumococco) si trasmettono per contatto con ulcere cutanee o ferite infette oppure quando una persona infetta starnutisce o tossisce.

Lo streptococco Viridans è presente nella bocca ma può raggiungere il sangue infettando le valvole cardiache (endocardite), mentre la specie del gruppo B si può trasmettere ai neonati durante il parto tramite le secrezioni vaginali.

I gruppi più virulenti in assoluto appartengono al gruppo A (responsabili di tonsillite, faringite, polmonite, scarlattina, fascite necrotizzante, infezioni della pelle, impetigine, pioderma, cellulite, febbre reumatica, ascessi, carie dentaria) e B (meningite, endocardite, sepsi, artrite settica).

Gli streptococchi del gruppo D sono responsabili di infezione delle vie urinarie, batteriemia, meningite, endocardite e ascesso addominale). 

Sintomi e complicanze

A seconda dell’area colpita, i sintomi tipici dello streptococco possono essere diversi:

  • Alito cattivo;
  • Tonsille gonfie;
  • Mal di gola;
  • Febbre alta (fino a 39-40°) e brividi;
  • Placche biancastre in gola;
  • Linfonodi ingrossati e dolenti;
  • Difficoltà di deglutizione;
  • Cefalea;
  • Nausea e vomito;
  • Cellulite con pelle arrossata, edema e dolore;
  • Ulcere con croste di colore giallo;
  • Dolore dei tessuti (ad esempio, in caso di fascite necrotizzante);
  • Scarlattina (nei bambini) con eruzione sul viso che si diffonde agli arti e al tronco, piaghe cutanee, papule rosse sulla lingua con pellicola bianco-giallastra, lingua rossa, desquamazione della pelle.

L’infezione da streptococco può colpire diverse aree del corpo, tra cui gola, seni paranasali, orecchio medio, pelle, polmoni, tessuto sottocutaneo, sangue, valvole cardiache. Se trascurata o non trattata adeguatamente, l’infezione può causare complicanze anche serie: sinusite, mastoidite, infiammazione ai reni, scompenso cardiaco, febbre reumatica, polmonite, miocardite fino alla sindrome da shock tossico provocata dalle tossine prodotte dagli streptococchi del gruppo A. Questa sindrome porta eruzione cutanea, febbre, un forte abbassamento della pressione arteriosa, scompensi a diversi organi. 

Diagnosi

Le infezioni da streptococco non si possono diagnosticare con un semplice esame visivo dell’area colpita. Oltre alla valutazione dei sintomi, è necessaria la coltura di un campione prelevato da tessuto infetto. Anche la diagnostica per immagini può rivelarsi utile. 

Una volta identificati gli streptococchi del gruppo A, possono essere analizzati per capire quali antibiotici siano più efficaci (antibiogramma o test di sensibilità agli antibiotici).

Infezioni da streptococco: cure, trattamenti

In gran parte dei casi, le infezioni streptococciche vengono trattate con una terapia a base di antibiotici efficaci per il caso specifico. E’ importante individuare il farmaco adeguato e scegliere una terapia mirata altrimenti il batterio, rimanendo latente nell’organismo, potrebbe raggiungere organi vitali come reni e cuore.

Gli antibiotici si somministrano per via orale o, nei casi più gravi (endocardite, fascite necrotizzante, cellulite grave), per via endovenosa.

In genere, il medico prescrive penicillina o amoxicillina per 10 giorni o benzatina (penicillina di lunga durata). In caso di intolleranza alla penicillina, è possibile assumere claritromicina, eritromicina o clindamicina per 10 giorni oppure azitromicina per 5 giorni.

Mal di gola, febbre e cefalea vengono trattati con FANS e paracetamolo, mentre la cellulite viene trattata con dicloxacillina o cefalexina.

Infine, la fascite necrotizzante va curata in una UTI (unità di terapia intensiva) e, per rimuovere il tessuto necrotico, bisognerà ricorrere ad un intervento chirurgico.

Condividi articolo:
Articoli correlati