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Sindrome di Tourette: cause e cura

sindrome di tourette

Sommario

La ‘malattia dei tic’, meglio nota come sindrome di Tourette, è molto spesso associata (un caso su due) a disturbi ossessivo-compulsivi. Tale sindrome è caratterizzata da multipli movimenti involontari, tic, parole ripetute, gesti incontrollati, grida improvvise, sfoghi verbali come parolacce e bestemmie (nel 10% dei casi). I tic si possono palesare in diverse forme come movimenti della spalla, colpi di tosse, sospiri, torsione del capo, scatti delle braccia.

La sindrome fu descritta clinicamente nel 1885 da Gilles de la Tourette, il primo specialista in campo neurologico a delineare un quadro clinico del disturbo. 

La SdT descritta da Gilles de la Tourette comprendeva tic nervosi, ecolalia ed ecoprassia (rispettivamente, ripetizione o imitazione di parole o azioni altrui), coprolalia (oscenità verbali e imprecazioni compulsive o involontarie). In passato, nel Medioevo, prima della scoperta di questa sindrome, si pensava a fenomeni di ‘possessione’. In seguito, la sindrome venne considerata un disturbo ‘morale’: soltanto nel periodo compreso tra gli anni ‘20 e ’60 fu definita una malattia psichiatrica curabile con la psicanalisi o la psicoterapia (approcci che risultarono inefficaci). 

In questa guida, descriviamo sintomi, possibili cause e trattamenti elettivi della malattia dei tic.

Sindrome di Tourette: possibili cause

Le cause responsabili della sindrome di Tourette sono tuttora sconosciute: si ipotizza una componente genetica. Come si è giunti a questa ipotesi?

L’ipotesi parte dai risultati di una ricerca condotta dalla Washington University School of Medicine. E’ stata effettuata una RM sul cervello di 103 bimbi affetti da SdT ed altrettanti privi di questa sindrome.

Da questo studio è emerso che i bambini Aspie disponevano di una maggiore quantità di materia grigia (deputata ad elaborare le informazioni) ed una quantità minore di materia bianca (impegnata nello scambio di informazioni).

Questa indagine, in sostanza, ha confermato l’eccesso di segnali e la capacità ridotta nella trasmissione delle sensazioni che i bambini con SdT devono affrontare.

I sintomi della sindrome di Tourette: come riconoscerla

La sindrome di Tourette si riconosce osservando i seguenti sintomi:

  • Ripetizione di tic motori e vocali, semplici o complessi (dal digrignare i denti al compiere gesti osceni);
  • Scatti improvvisi, a volte dolorosi, che peggiorano in particolari condizioni di stress, stanchezza o eccitamento. Maggiore è lo stato di stress e nervosismo, più i tic si accentuano; 
  • Scarsa attenzione;
  • Difficoltà di apprendimento;
  • Iperattività;
  • Disturbo ossessivo di controllo;

In genere, il disturbo si attenua dopo i 16 anni; in un caso su tre i sintomi restano ma i tic diventano più gestibili. In gran parte dei casi, la condizione migliora con la maturità.

In particolare, il tic motorio può essere dovuto a vari fattori: anomalia ormonale, carenza di riflessi, problemi di origine metabolica, disfunzione degli apparati neurali connessi ai 5 sensi. Una minoranza di bambini Aspie presenta gravi sintomi che persistono in età adulta. Tuttavia, a prescindere dalla gravità dei sintomi, la condizione non è degenerativa e non presenta un pericolo per la vita la cui durata risulta normale come il quoziente di intelligenza.

Spesso, chi ha la sindrome di Tourette, tende a sviluppare una maggiore creatività, possiede estro artistico e una notevole sensibilità.

Non è facile, per il bambino, convivere con la SdT perché deve affrontare spesso imbarazzo, isolamento sociale, calo dell’autostima.

Sindrome di Tourette: diagnosi e terapie

La sindrome di Tourette è un disturbo neurologico che può manifestarsi a vari livelli di gravità. In gran parte dei casi è di lieve entità; di conseguenza, non richiede alcun trattamento mirato.

In fase di diagnosi, occorre escludere altre patologie rivolgendosi a specialisti (neurologo, psicopedagogista clinico, neuropsichiatra infantile).

L’iter diagnostico non è semplice. Ad ogni modo, la diagnosi di SdT è certa quando si riscontrano certe condizioni contemporaneamente, tra cui:

  • Almeno un tic vocale e vari tic motori;
  • Disturbo che si protrae per almeno un anno;
  • Disturbi che si manifestano diverse volte durante il giorno.

Nelle forme lievi, si ricorre alla terapia cognitivo-comportamentale per individuare i tic meno riscontrabili e visibili ed aiutare il bambino a gestire la sindrome al meglio.

Nei casi gravi, lo specialista prescriverà una terapia farmacologica (farmaci neurolettici) per ridurre i tic progressivamente associata ad un percorso educativo per aiutare il bambino a gestire al meglio la sua condizione, a superare difficoltà e paure. Per gestire al meglio la sindrome, è molto importante un ambiente familiare positivo.

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