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Saturimetro: tipologie e a cosa serve

saturimetro

Sommario

Il saturimetro (noto anche come ossimetro o pulsossimetro) è un dispositivo che consente di misurare e monitorare il livello di saturazione di ossigeno.  In altre parole, permette di misurare la saturazione di ossigeno di emoglobina nel sangue arterioso periferico in rapporto alla quantità totale di emoglobina circolante. Allo stesso tempo, misura la frequenza cardiaca

E’ una misurazione importante attraverso cui verificare se i polmoni sono capaci di assumere abbastanza ossigeno dall’aria che si respira.

Il pulsossimetro è semplice da usare in casa perché automatizzato, è indolore, rapido. Può essere applicato a tutti, anche bambini, anziani e neonati.

Saturimetro: cos’è, a cosa serve

Il saturimetro, composto da una sonda (a forma di pinza) e da un’unità di calcolo e di elaborazione dati, è un piccolo strumento elettronico che rivela se cuore e polmoni funzionano correttamente. Viene utilizzato regolarmente da persone con polmonite, bronchite cronica, asma BPCO, apnee nel sonno, ecc. 

Il dispositivo risulta essenziale per chi necessita di monitorare costantemente le condizioni di cuore e polmoni in casa. E’ utile anche per monitorare l’ossigenazione in caso di dispnea, febbre, tosse.

I normali valori di ossigenazione vanno dal 95% in su. Fino al valore 94 non c’è da preoccuparsi. Al contrario, se si ottiene un valore inferiore al 90% (specie in caso di febbre alta, tosse, mancanza di respiro), bisogna contattare il 112. Un valore pari al 100%, senza somministrazione artificiale di ossigeno, potrebbe indicare iperventilazione.

Gran parte dei saturimetri, misurano i valori di ossigenazione (%SpO²) e quelli di frequenza cardiaca (b/m, ovvero battiti al minuto). 

Se non si effettuano misurazioni nell’arco di 8 secondi, il pulsossimetro si spegne automaticamente per assicurare un risparmio della batteria. Si può utilizzare anche durante attività sportive in altitudine.

Come funziona il saturimetro

Il saturimetro funziona secondo il principio della spettrofotometria

La sonda a forma di pinza dispone di due diodi fotoemittenti ed un rilevatore. I due diodi emettono fasci di luce a lunghezze d’onda che ricadono rispettivamente nell’intervallo della luce rossa (660 nm) assorbita dall’emoglobina non legata all’ossigeno e infrarossa (940 nm) assorbita dall’emoglobina legata all’ossigeno. Le radiazioni luminose attraversano tutti i tessuti del dito raggiungendo il rilevatore

Il valore di saturazione di ossigeno si ottiene sfruttando la differenza di assorbimento tra emoglobina legata e non legata all’ossigeno, analizzando la differenza tra quantità di luce emessa dai due diodi e quella finale registrata dal rilevatore. Il monitor visualizzerà questo valore.

Saturimetro: come usarlo

Il saturimetro è semplice e rapido da usare in casa in quanto la misurazione del dispositivo è completamente automatizzata.

Basterà sedersi o sistemarsi in posizione rilassata e procedere nel modo seguente:

  • Accendere il dispositivo con l’apposito pulsante;
  • Posizionare la pinza/sonda su un dito o sul lobo dell’orecchio;
  • Premere un piccolo pulsante per avviare la misurazione restando fermi;
  • Attendere il risultato sul minuscolo monitor per almeno 10 secondi.

L’uso ottimale del pulsossimetro prevede di:

  • Scaldare bene le dita sfregandole prima di procedere con la misurazione;
  • Tagliare le unghie se eccessivamente lunghe;
  • Evitare l’applicazione di smalto e unghie gel applicate su quelle naturali.

Alcune condizioni possono ostacolare la corretta misurazione della saturazione di ossigeno come:

  • Vasocostrizione periferica;
  • Anemia;
  • Movimenti del paziente;
  • Presenza nel circolo ematico di blu di metilene (principio attivo presente in alcuni farmaci o agenti chimici).

Valori anomali di saturazione: cosa fare

Un difetto di saturazione risultante dalla misurazione con i pulsossimetri può indicare:

  • Sofferenza dei polmoni;
  • Aumento della frequenza cardiaca;
  • Aumento della frequenza respiratoria;
  • Mancanza di respiro o respiro affannoso, sensazione di oppressione al petto;
  • Incapacità o difficoltà nello svolgere un’attività senza affanno.

Tutti questi sintomi legati ad una riduzione costante della saturazione di ossigeno devono essere comunicati subito al medico. Periodicamente, bisognerà segnalare al medico tutti i sintomi e i dati rilevati con il pulsossimetro (saturazione, frequenza cardiaca, temperatura, pressione arteriosa). 

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