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Risonanza Magnetica Aperta: pro e contro

risonanza magnetica aperta

Sommario

La tradizionale Risonanza Magnetica Nucleare, esame diagnostico non invasivo e privo di radiazioni ionizzanti, si effettua in uno spazio chiuso. Con questo esame strumentale è possibile ottenere immagini 3D chiare e dettagliate di tessuti duri e molli ma il paziente può trovarsi a disagio. Viene introdotto all’interno di una struttura cilindrica angusta con uno spazio limitato. Chi soffre, ad esempio, di claustrofobia non potrebbe tollerarlo. Bambini, anziani e soggetti obesi possono provare lo stesso disagio. La Risonanza Magnetica Aperta elimina questo problema in quanto non utilizza un tunnel chiuso, bensì due braccia (inferiore e superiore) che vanno a formare una grande C squadrata. Risulta, perciò, aperta azzerando il limite spaziale. 

Scopriamo meglio di che si tratta, come si usa, pro e contro di questa tecnologia.

Risonanza Magnetica aperta e chiusa: differenze, pro e contro

Pur risolvendo il disagio di certi pazienti per lo spazio limitato, la Risonanza Magnetica aperta a fronte di un maggiore comfort non garantisce la stessa efficacia di quella tradizionale, ovvero chiusa. Utilizza un magnete a basso campo che, in genere, viene sfruttato per lo studio delle patologie muscolo-scheletriche. Questo dettaglio rende la risonanza aperta meno performante e precisa. Non è in grado, ad esempio, di eseguire lo studio del cuore o indagini vascolari. In sostanza, i risultati che si ottengono non sono affidabili come l’esame tradizionale.

La Risonanza Magnetica chiusa dispone, invece, di un magnete ad alto campo che restituisce immagini più nitide, accurate, dettagliate e con maggior contrasto, in particolare in aree piccole e complesse come certe articolazioni (ginocchio, gomito, piedi, caviglie, mani, tendini, legamenti). I modelli più avanzati consentono di sottoporsi all’esame diagnostico mantenendo la testa fuori dal tunnel, il che riduce il disagio di trovarsi all’interno di una struttura dalle dimensioni ridotte. La Risonanza Magnetica fornisce immagini 3D chiare e dettagliate dei tessuti duri (ossa, cartilagini) e molli (muscoli, tendini, legamenti, nervi, vasi sanguigni, adipe, ecc.). E’ uno strumento ottimo in vari campi della medicina: traumatologia, ortopedia, cardiologia, gastroenterologia, oncologia, ecc.

La durata media dell’esame è di circa 45 minuti (da un minimo di 30 ad un massimo di 60 minuti a seconda dell’indagine da eseguire) sia per la tecnologia chiusa che per quella aperta. Entrambe sono controindicate in caso di gravidanza e presenza di pacemaker o altri dispositivi e componenti in metallo impiantati nel corpo.

Risonanza Magnetica aperta: funzioni e utilizzi mirati

La Risonanza Magnetica aperta viene utilizzata per lo studio della colonna vertebrale, midollo spinale, cranio, apparato muscolo-scheletrico del torace (e relativi organi interni), addome e pelvi. Per via del minor potere di risoluzione delle immagini, questa tecnologia è poco idonea all’esame delle articolazioni piccole e complesse (ginocchio, caviglia, polso, mano, piede, ecc.).

Come la Risonanza chiusa, non utilizza radiazioni ionizzanti bensì onde radio e campi magnetici innocui. Di conseguenza, non presenta effetti collaterali.

La funzione della Risonanza Magnetica aperta è anche un’altra: è uno strumento usato dai chirurghi in sala operatoria per esaminare organi e tessuti da trattare chirurgicamente per l’uso intraoperatorio.

L’apparecchio utilizzato ha una forma che ricorda una grande C squadrata. Il braccio inferiore e superiore sono due grandi piastre sfruttate per generare campi magnetici e come sorgenti delle onde radio.

Non è previsto digiuno o altre preparazioni prima dell’esame. Il paziente, prima di essere sistemato nella struttura, dovrà togliersi di dosso tutti gli indumenti e oggetti che contengono parti metalliche nonché rispondere ad un questionario. In seguito, dovrà stendersi in posizione supina su un lettino scorrevole per essere sistemato tra le due braccia del macchinario dal radiologo. Durante l’intera procedura, il paziente dovrà mantenersi totalmente immobile.

Il macchinario è dotato di un sistema di comunicazione con il personale per monitorare la situazione durante l’esame ed è rumoroso, per cui il paziente userà tappi da inserire nelle orecchie.

Di solito, i risultati della risonanza aperta sono disponibili nell’arco di 3-4 giorni dall’esame.

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