Powered by Smartsupp

SPEDIZIONE GRATUITA DA 19,90 € 

Cerca

Rimedi e sintomi della pubalgia: Guida completa

pubalgia sintomi

Sommario

La pubalgia si manifesta con un dolore a livello del pube, del basso addome, nella regione adduttoria. Si tratta di una tendinite in quanto si scatena a seguito di infiammazione dei tendini dei muscoli adduttori, del retto dell’addome e dello psoas.

Le cause di questa sindrome possono essere diverse ed i sintomi sono simili a quelli della coxartrosi, ernia inguinale e lesione del labbro acetabolare. Per individuare la cura più efficace, pertanto, è essenziale scoprire la causa reale della pubalgia attraverso una diagnosi accurata.

Quali sono i rimedi ed i sintomi della pubalgia? Scoprilo in questa guida completa.

Pubalgia: sintomi e cause

La pubalgia presenta due particolari sintomi tipici:

  • Dolore all’inguine e in sede retto-adduttoria. Questo dolore insopportabile ed imbarazzante può estendersi al testicolo, comparire durante alcuni movimenti (flessione del tronco da supino, intra-extra rotazione e adduzione/abduzione dell’anca) o anche a riposo e, in certi casi, risultare invalidante. Coinvolge l’interno coscia, la parte bassa dell’addome, può irradiarsi fino ai fianchi ed interessare anche i glutei;
  • Stimolo ad urinare anche quando la vescica è vuota.

Il più delle volte, la pubalgia è causata da movimenti ripetuti e prolungati nel tempo e sovraccarico funzionale che stressano, portano ad un accorciamento tendineo e muscolare ed infiammazione.

Possono essere anche altre le cause responsabili di pubalgia: disfunzione del bacino dovuto a un trauma, deficit posturali, problemi viscerali (colon), lordosi lombare, antiversione del bacino, squilibrio tra muscoli adduttori e addominali, intrarotazione femorale.

In fase di diagnosi, è bene verificare se i sintomi derivano da una pubalgia vera e propria oppure da ernia inguinale, lesione del labbro acetabolare o coxartrosi (artrosi all’anca). 

Terapia conservativa per la pubalgia

La fase acuta dura generalmente da 15 a 25 giorni. Per contrastare dolore e infiammazione, il medico prescriverà:

  • Riposo, sospensione da quelle attività che scatenano il dolore;
  • Applicazione di pomate antinfiammatorie e di ghiaccio 3 volte al giorno (il ghiaccio va applicato per non più di 20 minuti per volta);
  • Farmaci antidolorifici e FANS (antinfiammatori non steroidei);
  • Infiltrazioni locali a base di cortisone, se necessario;
  • Fisioterapia e Riabilitazione.

Nei casi più gravi (e rari), risulta necessario ricorrere all’intervento chirurgico per la pulizia del tendine compromesso o per intervenire sulla sindrome della guaina femorale (stiramento del nervo perforante).

Fisioterapia d’avanguardia e Riabilitazione per curare la pubalgia

Se la terapia farmacologica si limita a curare i sintomi, la Fisioterapia e la Riabilitazione intervengono per valutarne le cause ed ottenere risultati efficaci a lungo termine ripristinando la funzionalità muscolare e articolare.

Una volta superata la fase acuta, la terapia fisica strumentale d’elezione mira a ridurre infiammazione, dolore, contratture e possibili calcificazioni tendinee inserzionali.

I trattamenti strumentali, rapidi ed efficaci, offerti dalla Fisioterapia d’avanguardia più indicati per la pubalgia sono:

  • Tecarterapia, spesso abbinata alle Onde d’Urto e ai trattamenti osteopatici;
  • Laser Yag ad Alta Potenza, una terapia rapida che stimola il processo riparativo sfruttando i raggi elettromagnetici ad elevate frequenze;
  • Onde d’urto, trattamento d’elezione che favorisce reazioni biochimiche e cellulari, particolarmente indicato in caso di calcificazioni o tendinosi (infiammazione cronica).

In seguito, si procede con la terapia manuale e riabilitativa per sciogliere le contratture e per il recupero funzionale che prevede:

  • Manipolazioni miofasciali effettuate dal Massofisioterapista;
  • Terapia manuale osteopatica;
  • Esercizi terapeutici mirati (stretching dei muscoli adduttori, psoas e colonna vertebrale, rinforzo dei muscoli lombari, rieducazione degli adduttori, esercizi propriocettivi);
  • Metodo Mézières, che merita un paragrafo a parte.

Metodo Mézières per intervenire sulla pubalgia

Nei casi di pubalgia, la rotazione del bacino causa squilibrio che si ripercuote inevitabilmente sulla colonna vertebrale stressando altre aree anatomiche. Pubalgia, squilibri della colonna e muscolari sono strettamente connessi. Per risolvere questo problema, è altamente raccomandato il percorso di Rieducazione Posturale Globale (metodo Mézières) se l’esame Baropodometrico evidenzia deficit posturali. 

Si tratta dell’unico metodo in grado di ristabilire l’equilibrio posturale di tutta la spina dorsale, degli arti inferiori e superiori. Prevede la tecnica di respirazione diaframmatica per favorire il rilascio muscolare e consiste nel graduale allungamento della catena muscolare posteriore. Il metodo Mézières può curare e prevenire la pubalgia.

Condividi articolo:
Articoli correlati