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Pubalgia in gravidanza: tutto quello che devi sapere

Pubalgia in gravidanza

Sommario

Come per ogni patologia, anche per la pubalgia vale lo stesso concetto: per curarla al meglio bisogna risalire alla vera causa. Ancor più se si tratta di pubalgia gravidanza, una condizione delicata a cui prestare particolare attenzione.

In linea generale, nell’80% dei casi la pubalgia è una tendinopatia, un’infiammazione dei tendini associati ai muscoli adduttori, del retto dell’addome e dello psoas. I sintomi tipici sono dolore a livello del pube, della regione adduttoria e del basso addome.

Si contano circa 70 cause legate alla pubalgia: tra queste, artrosi all’anca, disturbi a livello viscerale e la gravidanza che analizziamo in questa guida. A prescindere dalle cause, il responsabile del disturbo è quasi sempre il sovraccarico funzionale.

Concentriamo il nostro interesse sulla pubalgia di cui soffrono le donne in stato di gravidanza esaminando cause, sintomi e le cure più adeguate, in particolare quelle fisioterapiche.

Pubalgia gravidanza: è pericolosa?

Le donne possono soffrire di pubalgia in gravidanza o dopo il parto. Le cause, anche in questo caso, potrebbero riguardare deficit posturali, squilibri muscolari, problemi di tipo viscerale.

La pubalgia in gravidanza non è un evento frequente: si manifesta nelle donne che, in precedenza, già presentavano infiammazioni a carico dei muscoli che si inseriscono sul pube, dell’articolazione sacro-iliaca o della sinfisi pubica. Il disturbo compare, di solito, nel sesto mese di gravidanza per i cambiamenti fisiologici e posturali dovuti al pancione.  Si verifica un’iperlordosi lombare con retroversione del bacino.

Si manifesta forte dolore al basso ventre, pube e interno coscia che si estende alla schiena e verso le gambe per sovraccarico. 

La pubalgia in gravidanza non è pericolosa per il bambino o per la salute della futura mamma: in genere scompare spontaneamente dopo il parto. Non crea problemi neanche durante il travaglio e il parto. Per alcune donne, ci vorrà un po’ di tempo prima che il dolore scompaia dopo il parto per condizioni posturali e ormonali di cui soffrivano prima della gravidanza.

Occorre, però, prestare attenzione a certi sintomi: dolori all’inguine con perdite ematiche, costanti fitte al basso ventre, sensazione che le ossa si spezzino quando si aprono le gambe, dolori acuti al pube. Potrebbero indicare il rischio di un aborto spontaneo o il posizionamento podalico del feto.

La terapia migliore dopo un’attenta diagnosi

E’ essenziale eseguire una diagnosi accurata attraverso l’esame obiettivo, la digitopalpazione e, se necessario, un’ecografia muscolo-tendinea.

Oltre alla diagnosi medica, è importante sottoporsi ad una valutazione globale e distrettuale (comprensiva di test specifici) effettuata da un fisioterapista qualificato che abbia conoscenze in ambito osteopatico e posturale.

La Fisioterapia interviene in modo efficace sulla pubalgia causata da infiammazioni tendinee risolvendo il dolore a lungo termine e ripristinando la funzione muscolare e articolare.

Dopo aver superato la fase acuta, si può ricorrere a vari trattamenti strumentali (Tecarterapia, Laserterapia Yag ad alta potenza, Onde d’Urto). In seguito, quando il dolore risulterà ridotto o eliminato, si procederà con la terapia manuale (eseguita dall’Osteopata, manipolazioni miofasciali) e riabilitativa. Si ricorda di non eseguire durante la gravidanza terapia strumentale. E’ controindicata. La si può fare dopo la gravidanza stessa.

Con specifiche tecniche di terapia manuale il fisioterapista cercherà di ristabilire l’assetto delle ossa del bacino, mobilizzare le articolazioni con movimenti attivi e passivi, allungare i muscoli. 

Riguardo alla terapia riabilitativa, risulta determinante eseguire esercizi terapeutici mirati (stretching, rinforzo della muscolatura di addome, gambe e schiena, propriocezione, rieducazione degli adduttori).

Praticare attività fisica (in particolare, nuoto ed esercizi mirati con il supporto del fisioterapista) è importante per le donne in gravidanza

Lo step finale per la completa guarigione, in caso di deficit posturali confermati dall’esame Baropodometrico, è il metodo Mezieres per la Rieducazione Posturale Globale. Questo metodo esclusivo è in grado di ristabilire l’equilibrio posturale di tutta la colonna vertebrale, degli arti inferiori e superiori a lungo termine. Consiste nel graduale allungamento della catena muscolare posteriore abbinato alla tecnica di respirazione diaframmatica.

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