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Protesi spalla: quando fare l’intervento – Una guida completa

quando fare la protesi di spalla

Sommario

Negli ultimi anni, la chirurgia mini invasiva ha permesso di impiantare una protesi spalla avanzata. Grazie al notevole progresso della chirurgia protesica, ai materiali e ai design protesici evoluti, a super specialisti chirurghi, questo intervento è meno traumatico, meno invasivo e consente di ottenere risultati clinici decisamente migliori rispetto alle protesi tradizionali.

La protesi sostituisce la testa omerale, i capi articolari e la glena scapolare allo scopo di migliorare il range di movimento, eliminare dolore e rigidità articolare.

Quando è il caso di fare l’intervento? Quanto è importante la Riabilitazione post-operatoria?

Protesi spalla: quando fare l’intervento

In certe condizioni, l’impianto di una protesi spalla (parziale o totale a seconda delle strutture danneggiate) è necessario, anzi inevitabile. 

E’ raccomandato in caso di:

  • artrosi avanzata;
  • artropatia da lesione inveterata di cuffia (a seguito di lesione massiva della cuffia dei rotatori);
  • artrite reumatoide, artrite psoriasica;
  • esiti di fratture mal consolidate che deformano l’articolazione;
  • necrosi vascolare della testa omerale.

La situazione più frequente è l’artrosi caratterizzata da perdita delle cartilagini, quindi scomparsa dello spazio articolare tra scapola e omero, deformazione delle superfici articolari, formazione di osteofiti (escrescenze ossee). L’artrosi, causata da invecchiamento, traumi severi e ripetute lussazioni di spalla, provoca dolore, perdita della funzionalità articolare, rigidità. In poche parole, compromette la qualità della vita.

Si consiglia l’intervento protesi spalla soltanto quando il dolore legato alle suddette patologie è ormai ingestibile, quando la perdita della funzionalità articolare non consente più al soggetto di svolgere le attività quotidiane. Se, invece, nonostante la degenerazione dell’articolazione, il dolore è scarso o gestibile, se il soggetto è ancora in grado di svolgere le sue attività senza difficoltà, è possibile rimandare l’intervento.

Protesi spalla: l’importanza della Riabilitazione post-operatoria

Un intervento chirurgico perfettamente riuscito deve essere abbinato alla fase della Riabilitazione. E’ un percorso essenziale, determinante per il pieno raggiungimento del successo dell’intervento ed è importante affidarsi a fisioterapisti qualificati.

Dopo l’intervento per l’impianto della protesi spalla, la Riabilitazione è molto importante per 6 buoni motivi:

  • Elimina il dolore;
  • Stimola la rigenerazione dei tessuti;
  • Permette di recuperare la funzionalità articolare;
  • Migliora il range di movimento della spalla;
  • Potenzia il tono muscolare;
  • Previene complicanze legate all’intervento chirurgico ovvero fattori che, a seguito di una lunga immobilizzazione post-operatoria, possono innescare nel paziente la paura di muoversi.

Il tutore dopo l’intervento

Già nelle prime settimane dall’operazione chirurgica, è importante far togliere il tutore per qualche ora al giorno. Per evitare la ‘paura di muoversi’, il paziente deve abituarsi subito a controllare il movimento articolare. Il tutore deve essere utilizzato per circa un mese durante cui è importante far eseguire mobilizzazioni del tronco con la spalla immobile e la scapola in scorrimento sulla gabbia toracica. 

Grazie alla Chinesiterapia è possibile evitare il rischio di rigidità scapolo-toracica, nonché la perdita del tono muscolare del tronco. Anche gli esercizi di mobilità del tratto dorsale risultano molto utili per velocizzare i tempi di recupero.

Percorso riabilitativo in 5 step

Fisioterapia e Riabilitazione personalizzata sono un percorso determinante sia nel post-operatorio sia in caso di terapia conservativa (in mancanza di intervento).

Riguardo alla fase post-operatoria, il percorso riabilitativo prevede:

  • Controllo del dolore mediante cicli di terapia fisica strumentale d’elezione (Tecarterapia, Laser Yag ad Alta Potenza, TENS);
  • Mobilizzazione passiva con recupero graduale del range di movimento grazie alla terapia manuale eseguita dal Fisioterapista e dal Massoterapista (manovre dolci, non dolorose);
  • Esercizi terapeutici specifici per il recupero della forza e del tono muscolare (contrazioni isometriche, esercizi di contro resistenza, ecc.);
  • Esercizi propriocettivi per ristabilire la coordinazione dei movimenti;
  • Massimo recupero della mobilità nei 3 piani dello spazio, funzionalità, resistenza, forza, gesto sportivo.

I tempi di recupero totale vanno da 4 a 5 mesi dall’intervento.

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