Powered by Smartsupp

        Aiuto          Accedi        Carrello

SPEDIZIONE GRATUITA DA 19,90 € 

Cerca

Piede torto

Piede torto

Sommario

In gravidanza, quando arriva il momento di eseguire l’ecografia morfologica, l’emozione della futura mamma potrebbe fondersi con la preoccupazione. Perché? Nel primo trimestre, nella diagnosi del bimbo in grembo potrebbe risultare il piede torto. Potrebbe anche capitare che il feto risulti privo di anomalie e che crescendo, al momento della nascita, abbia il piedino ruotato verso l’interno. 

Il PTC (piede torto congenito) colpisce un bimbo ogni 1000 nati e risulta una delle patologie congenite ortopediche più frequenti, soprattutto nei maschietti. La malformazione, generalmente, si presenta in forma isolata: in alcuni casi, è associata ad altre patologie muscolo-scheletriche (come la displasia congenita dell’anca), neuro-muscolari o sindromi plurimalformative.

E’ possibile curare con successo questa malformazione congenita del piede?

Piede torto congenito: cos’è, sintomi

Il piede torto congenito costituisce una malformazione complessa: interessa l’intero arto inferiore, in particolare il piede che si presenta anomalo. Il piedino torto equino varo cavo addotto supinato rappresenta la patologia muscolo-scheletrica più frequente nei neonati.

Il piedino risulta ruotato verso l’interno: è detto equino perché il retropiede è inclinato verso il basso per la retrazione del tendine d’Achille. E’ cavo/varo in quanto la parte interna è ripiegata su se stessa. Inoltre, risulta addotto/supinato (con la pianta del piede rispettivamente verso l’alto o verso l’interno). Il piede resta in questa posizione anche quando si tenta di manipolarlo. La rigidità del piede si oppone alla correzione manuale.

La deformità può essere presente in uno o in entrambi i piedi: nel secondo caso, si parla di piede torto bilaterale.

Piede torto: cause

Le cause del piede torto sono sconosciute ma risulta sempre più chiaro che la malformazione sia una conseguenza di origine multifattoriale. Un mix di predisposizione genetica e fattori ambientali.

In gran parte dei casi, è una deformità isolata (piede torto idiopatico). Fortunatamente, sono rari i casi in cui il piede torto è associato a patologie più complesse come spina bifida o disfunzioni neurologiche.

Trattamento risolutivo del piede torto: il metodo Ponseti

Questa malformazione del piede si può curare con successo e risolvere definitivamente grazie al metodo Ponseti riconosciuto universalmente come il gold standard. E’ in grado di correggere progressivamente il difetto attraverso applicazioni di gessi e manipolazioni

Questo metodo consiste in una manipolazione ‘gentile’ del piede, cui segue l’applicazione di un gesso che servirà a mantenere la correzione ottenuta. Il gesso avvolge coscia, ginocchio, gamba e piede: viene mantenuto per una settimana e rinnovato in ambulatorio. Di solito, occorrono 4-8 gessi per ottenere una buona correzione del piede torto congenito.

Durante il trattamento, la correzione può essere completata con l’allungamento del tendine d’Achille (sempre accorciato nel piede torto) tramite un intervento chirurgico mininvasivo.

Una volta rimosso l’ultimo gesso (da applicare entro le prime 2 settimane di vita), il bimbo dovrà indossare un tutore specifico per mantenere la correzione. Il tutore per il piede è costituito da due scarpine collegate da una barra centrale: si tratta di un’ortesi valida per le forme sia monolaterali sia bilaterali.

All’inizio, il tutore dovrà essere applicato tutto il giorno (da togliere per il bagnetto), dopodiché nel 1° anno di vita le ore di utilizzo si ridurranno gradualmente in base alle indicazioni dello specialista. In seguito e fino all’età di 4 anni, il tutore potrà essere tenuto soltanto di notte.

E’ fondamentale seguire il protocollo ed i controlli periodici fino all’età scolare allo scopo di raggiungere una correzione completa e stabile. Al contrario, l’abbandono precoce del metodo Ponseti può far rischiare al bimbo di perdere la correzione ottenuta gradualmente fino a quel momento. Le sue condizioni potrebbero, dunque, peggiorare fino ad avere difficoltà di deambulazione. In tal caso, sarà necessario riprendere il trattamento, con gessi e correzione chirurgica.

Metodica di Codivilla per la correzione del piede equino

Il piede equino dei neonati può essere trattato anche con la Metodica di Codivilla: in tal caso, il bimbo deve essere sottoposto ad un intervento chirurgico correttivo all’età di 3-4 mesi a patto che raggiunga almeno i 6 chili di peso.

Dopo aver eseguito una doppia incisione (nella parte posteriore e interna del piede), le strutture muscolari, tendinee ed articolari che costringono l’arto ad una posizione deforme vengono liberate e allungate. 

Questa metodica, seppure invasiva, consente di ottenere ottimi risultati. Dopo l’intervento, è necessario l’uso di un tutore specifico.

Condividi articolo:
Articoli correlati