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Periostite tibiale: cos’è e come si cura

Periostite tibiale

Sommario

E’ importante intervenire tempestivamente per la diagnosi e la cura della periostite tibiale, altrimenti può diventare cronica. Questo disturbo corrisponde all’infiammazione del periostio, ovvero la fascia che avvolge la muscolatura della gamba nell’area di inserzione sul margine della tibia.

La periostite tibiale è nota anche come shin splint, sindrome da stress tibiale mediale, del muscolo soleo, del muscolo tibiale posteriore.

Se trascurato, il processo infiammatorio può stimolare gli osteoblasti nel periostio a produrre in modo anomalo nuovo tessuto osseo.

Periostite tibiale: cause

La periostite tibiale colpisce principalmente chi pratica certi sport che richiedono un carico e un appoggio frequenti sulle gambe come calcio, basket, corsa, pallavolo.

In particolare, le donne sono più soggette a questa patologia rispetto agli uomini.

Le principali cause responsabili di periostite tibiale sono:

  • Traumi dovuti ad eccessiva sollecitazione dei muscoli tibiali, overuse, sovraccarico funzionale, brusca variazione nel livello di attività sportiva ed utilizzo improprio che provocano micro-lacerazioni;
  • Processi infettivi, di rado, come nel caso della sifilide tubercolare.

I fattori di rischio che aumentano in modo significativo la possibilità di sviluppare la patologia sono:

  • Fumo;
  • Sovrappeso;
  • Malformazioni del piede (piatto, cavo, valgo);
  • Deficit posturali o deambulatori che sollecitano in modo inadeguato i muscoli soleo e tibiale posteriore;
  • Uso di scarpe consumate o non idonee, che non sostengono e non ammortizzano il piede;
  • Gambe di diversa lunghezza (dismetria);
  • Carenza di vitamina D;
  • Polpacci contratti, caviglie deboli, tendine d’Achille teso, muscoli scarsamente flessibili, squilibri muscolari.

Tipologie e sintomi

La periostite tibiale può essere acuta o cronica, anteriore (parte frontale della tibia), posteriore (parte interna della gamba), monolaterale o bilaterale (che colpisce una o entrambe le gambe). E’ necessario intervenire tempestivamente per evitare che diventi cronica.

I sintomi tipici della periostite tibiale sono:

  • Dolore acuto al margine mediale della tibia che può interessare un’area dello stinco. La palpazione risulta essere dolorosa. Il dolore aumenta flettendo dita e pianta del piede;
  • Gonfiore nell’area compromessa

Diagnosi

Il paziente viene sottoposto ad esame obiettivo dal medico. Durante la visita, prova dolore alla presso-palpazione evocato dalla flessione plantare del piede e delle dita.

Il medico prescriverà una radiografia e, ancor meglio, una risonanza magnetica nucleare, indagine diagnostica di prima scelta. Un fisioterapista potrà valutare il danno e programmare un piano terapeutico e riabilitativo adeguato.

Periostite tibiale: le terapie d’elezione

In gran parte dei casi, si opta per la terapia conservativa che prevede:

  • Riposo per 2-3 settimane;
  • Applicazione di ghiaccio per ridurre gonfiore e dolore 2-3 volte al giorno (15 minuti ciascuna);
  • Farmaci analgesici, FANS e miorilassanti per un periodo limitato;
  • Infiltrazioni di corticosteroidi in caso di inefficacia dell’antinfiammatorio da assumere per via orale;
  • Farmaci antibiotici se la periostite tibiale è causata da infezioni;
  • Plantari o fasce elastiche da supporto durante il percorso riabilitativo e scarpe idonee;
  • Fisioterapia sia strumentale sia manuale e percorso di riabilitazione con esercizi terapeutici specifici.

In caso di inefficacia della terapia conservativa dopo 6 mesi, sarà necessario eseguire l’intervento chirurgico di fasciotomia della loggia mediale della gamba. Si procede con il rilassamento della fascia vicino alla tibia e la distensione del compartimento mediale. I tempi di recupero si attestano a 30 giorni circa.

Fisioterapia mirata

Come per altri disturbi e patologie, è fondamentale risalire alla causa del problema per pianificare un programma terapeutico efficace.

La Fisioterapia è importante e decisiva nella cura della periostite tibiale.

Nella prima fase, per combattere il dolore, si procede con trattamenti strumentali d’elezione (Tecarterapia, Laser Yag ad Alta Potenza e Onde d’Urto) e manuali (osteopatia, massaggi eseguiti dal Massofisioterapista, manipolazione miofasciale dei trigger point, kinesiotaping).

In seguito, si passerà alla riabilitazione e rieducazione del movimento, esercizi terapeutici mirati (stretching, esercizi eccentrici, rinforzo muscolare, propriocezione, ecc).

Infine, per coloro che hanno deficit posturali, si procederà con il metodo Mezieres, noto anche come Rieducazione Posturale Globale. Consiste nel graduale allungamento della catena muscolare posteriore per ripristinare la postura di tutta la colonna vertebrale, degli arti superiori e inferiori.

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