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Parkinson giovani: una guida avanzata

Parkinson giovani

Sommario

Dopo l’Alzheimer, la malattia di Parkinson è la seconda patologia neurodegenerativa più diffusa in Italia. Di anno in anno, aumenta il numero di casi anche nei soggetti di età inferiore ai 30-40 anni. Il trend Parkinson giovani è in salita, l’età media di esordio della patologia è sempre più in calo.

Questa maggiore diffusione della malattia di Parkinson anche tra i giovani sembra essere causata dall’inquinamento atmosferico in forte incremento nel nostro Paese.

Parkinson giovani: cos’è

Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa progressiva, fortemente invalidante a qualsiasi età, con sintomi motori e non motori. 

Rappresenta il più comune e frequente dei ‘disordini del movimento’. Insorge quando la produzione di dopamina nel cervello cala in modo significativo per la degenerazione di neuroni in un’area denominata “sostanza nera“.

Quando colpisce una persona giovane, ancora nel pieno delle attività e delle forze, la diagnosi è un vero e proprio shock.

Il Parkinson si riscontra in entrambi i sessi (con una lieve prevalenza negli uomini) e l’età media di esordio si attesta intorno ai 60 anni. Una minoranza in crescita ha un esordio giovanile tra i 21 ed i 40 anni

Il malato tende a isolarsi socialmente sviluppando sentimenti di depressione e ansia.

Malattia di Parkinson: cause ancora da chiarire

Nel 1817, il medico inglese James Parkinson descrisse per la prima volta la cosiddetta “paralisi agitante”. Anno dopo anno, aumenta il trend della malattia di Parkinson giovani

La prima cosa che si pensa quando si parla di Parkinson è l’immagine di un anziano tremolante. In realtà, questa patologia può colpire i giovani, anche al di sotto dei 20 anni.

Nei giovani la progressione della malattia è generalmente più lenta, le complicanze motorie più precoci, depressione ed ansia più frequenti.

Tuttora, non è chiaro come si sviluppi la malattia. Diversi esperti considerano, tra le varie cause, fattori come stile di vita, farmaci, sostanze tossiche, predisposizione genetica ereditata all’interno della famiglia.

Tra le possibili cause, citiamo infezioni, lesioni cerebrali, esposizione a sostanze tossiche (metalli pesanti, pesticidi, ecc.).

Parkinson giovani: i sintomi premonitori

Non è possibile fare una diagnosi precoce della malattia di Parkinson. Bisogna, invece, prestare attenzione ai sintomi premonitori, che consentono di presumere l’insorgenza della patologia.

I sintomi premonitori sono:

  • riduzione dell’olfatto (il più comune);
  • tendenza alla stipsi (costipazione);
  • disturbi del sonno in fase REM come agitarsi o parlare mentre si dorme.

In presenza di questi sintomi, si effettua uno specifico esame (lo Spect), in grado di dimostrare una minore produzione di dopamina. Questo neurotrasmettitore prodotto dal cervello si riduce notevolmente in caso di Parkinson.

Morbo di Parkinson: sintomi conclamati

I sintomi conclamati della malattia di Parkinson sono:

  • rigidità;
  • tremore a riposo;
  • postura instabile e curva, andatura impacciata, perdita di equilibrio;
  • movimenti automatici lenti (bradicinesia);
  • lentezza nel parlare;
  • depressione.

Cosa fare in presenza dei primi sintomi di Parkinson?

Non esiste una cura per il Parkinson. Disagi e sintomi possono essere parzialmente controllati con il trattamento farmacologico, fisioterapico e riabilitativo, con la chirurgia e la gestione multidisciplinare.

Una volta accertati i primi sintomi di Parkinson, è importante:

  • assumere farmaci come levodopa e dopaminoagonisti, che riproducono la funzione della dopamina;
  • adottare uno stile di vita sano praticando un’intensa e frequente attività aerobica più volte alla settimana;
  • seguire una dieta adeguata (verdure, soprattutto a foglia verde, frutta, legumi, cereali integrali, noci, olio extravergine di oliva, uova, pesce, carne bianca, tutti cibi ad effetto neuroprotettivo);
  • non rinunciare ad attività socializzanti. E’ molto importante mantenere rapporti e contatti con la società (parenti, amici, colleghi di lavoro, ecc.), evitare di isolarsi e di vergognarsi. Può aiutare creare contatti reali o sui social media con altre persone che condividono lo stesso problema;
  • ricorrere, se necessario, al sostegno psicologico per affrontare meglio la malattia.

Il Parkinson giovanile è ancora poco noto: perfino gli operatori della salute hanno difficoltà a collegare i sintomi che, specie all’esordio, precedono di molto la sintomatologia conclamata. I primi sintomi vengono spesso confusi con quelli di altre malattie. 

Non è possibile prevedere il decorso della sintomatologia ed il suo progressivo peggioramento.

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