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Misurazione battiti cardiaci

Misurazione battiti cardiaci

Sommario

In questa guida, ci occupiamo della misurazione battiti cardiaci, ovvero della frequenza dei battiti cardiaci. Corrisponde a quante volte il cuore pompa (o batte) in un minuto. 

Il monitoraggio dei battiti cardiaci serve a controllare il livello della propria forma fisica individuando eventuali problemi cardiaci. Ricordiamo che ognuno di noi ha la propria frequenza cardiaca: conoscerla serve proprio a tenere sotto controllo la salute. 

Misurare la frequenza cardiaca e la pressione del sangue sono due operazioni diverse, non necessariamente proporzionali anche se, spesso, si pensa che siano correlate. I risultati potrebbero non coincidere: può capitare che, mentre i battiti cardiaci aumentano, la pressione venga controllata dall’organismo stimolando la dilatazione dei vasi sanguigni. Ciò avviene, ad esempio, durante l’allenamento.

Misurazione battiti cardiaci: come rilevare la frequenza cardiaca a riposo

La frequenza cardiaca può essere misurata sia a riposo sia durante l’attività fisica.

La misurazione dei battiti cardiaci a riposo richiede l’interruzione di ogni attività per almeno 10 minuti. Si ottiene controllando diverse aree del corpo: polso, lato del collo, parte interna del gomito, dorso o lato interno del piede, tempia, inguine, incavo del ginocchio.

Occorre esercitare una lieve pressione (senza mai esagerare) ponendo i polpastrelli di indice e medio sulla zona del corpo da utilizzare per la misurazione. Una volta individuate le pulsazioni, si contano i battiti per un minuto o trenta secondi moltiplicando, poi, per due.

La classica misurazione con i polpastrelli di indice e medio è stata rimpiazzata dall’utilizzo del pulsossimetro, uno strumento di precisione. Il pulsossimetro YM201 GLOBUS per adulti e bambini è estremamente preciso e garantisce un’elevata stabilità dei dati. Oltre al battito cardiaco, rileva la saturazione di ossigeno nel sangue, l’indice di perfusione e l’istogramma del battito.  

A riposo si misura l’attività di pompa minimale del cuore: la frequenza cardiaca normale è compresa tra i 60 e i 100 battiti al minuto. Durante il sonno, la frequenza tende generalmente a rallentare (tra 40 e 50 bpm).

Più una persona è in salute, minore sarà la frequenza cardiaca a riposo. Quando supera i 100 battiti al minuto si è in presenza di tachicardia. Al contrario, il polso rallentato (meno di 60 bpm) indica problemi di brachicardia.

Misurazione battiti cardiaci: come rilevare la frequenza cardiaca massima

Per frequenza cardiaca massima s’intende quella rilevata durante l’attività fisica. Serve a capire quando si sta esagerando con il workout e quando non ci si allena a sufficienza.

Prima di controllare la frequenza cardiaca massima imparando a calcolare la frequenza ideale di esercizio, occorre rilevare il polso a riposo, possibilmente appena svegli. L’uso del pulsossimetro è molto importante tanto a riposo quanto durante l’allenamento, se si vogliono ottenere dati affidabili e precisi. 

La frequenza massima equivale a 220 meno l’età. Utilizzando certe tabelle che riportano il valore di frequenza cardiaca ideale, bisogna ottenere un valore compreso tra 50 e 85%.

Ad esempio, un soggetto di 35 anni (la cui frequenza massima ideale è 185 bpm), dovrebbe ottenere un valore compreso tra 93 e 157 bpm.

In certi casi, è necessario personalizzare la frequenza cardiaca ideale: ad esempio, chi assume farmaci ipertensivi che abbassano la frequenza dovrebbe calcolare una frequenza cardiaca ideale inferiore.

Cosa succede se i risultati della misurazione sono anomali? Se la frequenza cardiaca risulta troppo alta, bisogna ridurre lo sforzo. Se è troppo bassa deve essere intensificato.

Fattori che alterano la frequenza cardiaca

Oltre a condizioni di ipertensione (con assunzione di farmaci che abbassano la frequenza cardiaca), altri fattori che possono alterare la frequenza cardiaca sono:

  • Temperatura ambientale: un brusco sbalzo di temperatura o del livello di umidità può far aumentare lievemente la frequenza cardiaca;
  • Stato emotivo (eccitazione, ansia, stress) possono incrementare la frequenza;
  • Farmaci beta-bloccanti che rallentano il polso, mentre farmaci che stimolano la tiroide in caso di ipotiroidismo possono aumentarlo;
  • Sovrappeso e obesità: possono aumentare leggermente la frequenza a riposo.
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