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L’alluce rigido, come intervenire: una guida completa

alluce rigido

Sommario

L’alluce rigido è un processo patologico che interessa l’articolazione metatarso-falangea localizzata alla base dell’alluce del piede. Si tratta di una patologia degenerativa a carico dell’articolazione per un processo artrosico che tende a ridurre gradualmente la mobilità dell’alluce (non riesce più ad estendersi ed a flettersi).

Se si trascura il problema o in caso di cura non adeguata, l’alluce rigido (detto anche cipolla dorsale) può bloccarsi completamente.

In questa guida completa, descriviamo sintomi e cause, le migliori cure e trattamenti.

Alluce rigido: sintomi

L’alluce rigido si manifesta con i seguenti sintomi:

  • Tumefazione molto dolorosa alla parte dorsale dell’articolazione, dolore acuto che aumenta durante la deambulazione;
  • Rigidità articolare che limita gesti semplici come indossare le scarpe impedendo il movimento dell’alluce verso l’alto;
  • Gonfiore e infiammazione articolare;
  • Punta sollevata e iperestesa dell’alluce;
  • Arrossamento, calli e duroni;
  • Osteofiti che si formano tra la base della falange prossimale e la testa del primo metatarso;
  • Blocco totale dell’articolazione (anchilosi), tanto che l’alluce rigido viene denominato anche Hallux limitus o flexus;
  • Disturbi associati: tendiniti, borsiti, lombalgia e dolori al ginocchio.

Cause

Le possibili cause responsabili dell’alluce rigido sono:

  • Artrosi con assottigliamento delle cartilagini articolari dovuta spesso all’età avanzata;
  • Traumi (fratture, lussazioni) e microtraumi (acuti e cronici) prolungati nel tempo;
  • Sovraccarico funzionale (metatarsalgia);
  • Certe malattie sistemiche come artrite reumatoide e gotta;
  • Artrite psoriasica;
  • Conformazione anatomica del piede, predisposizione congenita;
  • Calzature non adeguate;
  • Sport praticato su superfici di appoggio dure;
  • Esito chirurgico dopo un intervento per il trattamento dell’alluce valgo;
  • Osteocondrite.

L’alluce rigido colpisce principalmente soggetti di sesso maschile tra i 30 e i 60 anni e può insorgere anche senza un motivo apparente (causa idiopatica).

Diagnosi

La valutazione viene effettuata con l’esame obiettivo del piede tramite palpazione, osservazione e mobilizzazione del dito. La patologia è evidente dalla deformità e dal fatto che l’alluce presenta un range di movimento limitato o non lo presenta affatto. 

L’esame radiografico, oltre a confermare la patologia, potrà stabilire anche il livello e l’estensione del processo degenerativo. Talvolta, può risultare necessaria la TAC o la Risonanza Magnetica.

Alluce rigido: cure, trattamenti, rimedi

L’obiettivo delle cure e dei trattamenti per l’alluce rigido è ridurre il processo infiammatorio e degenerativo della patologia.

Le terapie possono variare in base ai sintomi ed al livello di degenerazione dell’articolazione metatarso-falangea.

Nelle forme lievi, potrebbe essere sufficiente l’assunzione di farmaci topici (unguenti, creme) o infiltrazioni di cortisone anche se si tratta di effetti benefici temporanei. Per l’alluce rigido doloroso, il medico consiglierà l’uso di calzature adeguate (larghe e comode, di tipo MBT ovvero ‘a dondolo’), plantari rigidi e suolette idonee.
Quello che vi consigliamo noi per la cura dell’alluce rigido e incentrato sull’utilizzo di queste scarpe ortopediche performance X che renderanno la calzata larga e comoda senza compromettere il peggioramento dell’alluce,

I benefici a lungo termine sono dati dalla Fisioterapia che prevede l’uso di terapie fisiche strumentali (Tecarterapia, Laser) o manuali per la riduzione del dolore e la mobilizzazione dell’articolazione.

Se i sintomi non rispondono in modo soddisfacente alla terapia conservativa e fisioterapica il medico può valutare l’intervento chirurgico per l’eliminazione del dolore ed il recupero della mobilità articolare: si procede con la tecnica percutanea mininvasiva (cheilectomia), osteotemia metatarsale, emiartroplastica, artroplastica, artrodesi metatarso-falangea o artroprotesi in base alla gravità del problema.

Dopo l’intervento chirurgico, il medico prescrive riposo, applicazione di ghiaccio, idromassaggio, Tecarterapia e Ultrasuoni, mobilizzazione dell’articolazione, bendaggio adesivo, stiramento fascia plantare e l’utilizzo di plantari idonei. 

In seguito, nella fase sub-acuta, il fisioterapista continuerà con la mobilizzazione per restituire movimento e flessibilità dell’alluce, stiramento della fascia plantare, potenziamento muscolare, esercizi di pronazione-supinazione della caviglia e con pedana propriocettiva per la stabilità della caviglia.

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