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Ipomenorrea

Ipomenorrea

Sommario

L’ipomenorrea corrisponde a mestruazioni quantitativamente scarse e di breve durata. E’ il fenomeno opposto all’ipermenorrea. Il normale ciclo si attesta ad un valore di 30-50 ml circa: viene considerata scarsa una mestruazione inferiore ai 30 ml per ciclo.

Si distinguono due principali tipologie di ipomenorrea: primaria e secondaria. Quella primaria si verifica a seguito di un’ipoplasia dell’utero o di un’alterazione anatomica uterina (evento più raro). La tipologia secondaria è dovuta a stress psicofisici sofferti a causa di traumi significativi (come lutto, malnutrizione, aborto spontaneo).

Se molte donne considerano le mestruazioni scarse quasi gradevoli (tutt’altro che un disturbo), l’ipomenorrea, da una parte, non deve allarmare, ma dall’altra, non deve essere trascurata. E’ bene preoccuparsi quando la condizione non è occasionale ma ricorrente, ad eccezione delle donne che si avvicinano alla menopausa. Come curarla? 

Ipomenorrea: cause

Un flusso mestruale scarso, per certe donne, può rappresentare una caratteristica costituzionale, non una condizione patologica, senza alcuna conseguenza.

In tutti gli altri casi, l’ipomenorrea può essere dovuta alle seguenti cause:

  • Assunzione di un farmaco contraccettivo ormonale (spirale, pillola, anello, cerotto). Col tempo i contraccettivi (in particolare, pillole a basso dosaggio di estrogeni) determinano una graduale riduzione (in quantità e durata) dell’emorragia da sospensione;
  • Una condizione parafisiologica in determinate fasi dell’età riproduttiva (primi anni dopo la comparsa delle mestruazioni, pubertà e fase che precede la menopausa). L’ipomenorrea nelle donne over 40 potrebbe preannunciare l’arrivo della menopausa, ma il fenomeno non deve essere sottovalutato: si consiglia una visita di controllo per escludere patologie;
  • Assenza di ovulazione dovuta ad alterazioni ormonali (legati a insulina, androgeni, cortisolo), ipotiroidismo o eccesso di prolattina;
  • Dimensioni ridotte dell’utero a seguito di isterectomia parziale o altri interventi chirurgici all’utero;
  • Malattie genetiche come la sindrome di Asherman;
  • Eccessiva riduzione della massa grassa a seguito di diete aggressive o intensa attività fisica che porta alla riduzione della produzione di estrogeni (ormoni femminili);
  • Eventuale presenza di polipi, cisti, miomi uterini;
  • Scarso sviluppo dell’apparato genitale;
  • Aderenze che si interpongono tra le pareti delle cavità uterine;
  • Infiammazioni e lesioni dell’endometrio.

Il falso ciclo (perdite di sangue) in gravidanza e le perdite da impianto possono essere confusi con l’ipomenorrea ma si tratta di fenomeni diversi.

Diagnosi e complicanze

Le cause dell’ipomenorrea possono essere ricercate attraverso una diagnosi che prevede il seguente iter:

  • anamnesi;
  • esame obiettivo e visita ginecologica;
  • ecografia;
  • esami del sangue, non solo ormonali, ma anche legati a: test di gravidanza, insulina, glicemia, TSH e ormoni tiroidei, progesterone, estradiolo, LH, FSH, AMH, testosterone, prolattina.

In base ai risultati, il medico può valutare ulteriori accertamenti con esami di imaging avanzati come la Risonanza Magnetica.

Il problema più grave legato all’ipomenorrea è la possibile difficoltà nel concepimento per l’ostacolo incontrato dall’ovulo fecondato ad impiantarsi, escludendo ovviamente i tumori uterini.

Ipomenorrea: rimedi e terapie

Come per tutte le patologie, la terapia dell’ipomenorrea deve essere mirata a risolvere non tanto i sintomi quanto la causa scatenante (stress, alterazione estrogenica, tumore, ecc.).

Un ciclo mestruale caratterizzato da irregolarità consistenti è un motivo valido per richiedere un controllo ginecologico. Il medico potrà prescrivere un trattamento mirato come una cura ormonale per risolvere la problematica, ovvero una terapia farmacologica a base di estrogeni e progesterone, da ripetere per più cicli mestruali.

Escludendo cause patologiche di fondo, in gran parte dei casi l’ipomenorrea non costituisce un problema. In sostanza, non richiede necessariamente una correzione a parte cure ormonali. Se esistono condizioni a monte, queste dovranno essere trattate in modo mirato.

Se si tratta di una condizione temporanea, occasionale, non legata a patologie, basterà correggere lo stile di vita ovvero:

  • praticare attività fisica moderata;
  • seguire una dieta sana e bilanciata;
  • tenere sotto controllo lo stress;
  • non fumare (neanche sigarette elettroniche).

Il ciclo mestruale può normalizzarsi se si regolano i rapporti funzionali tra utero, ovaio e ipofisi.

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