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Iperpressione rotulea: come curarla e prevenirla

iperpressione rotulea

Sommario

In fase di estensione della gamba, può succedere che la rotula non compia il normale tragitto. Non scorre centrata ma tende a spingere verso l’esterno scorrendo più lateralmente, spesso provocando un rumore secco. Al momento della flessione del ginocchio, la rotula si impegna nel solco femorale per, poi, rientrare in posizione normale. Questa anomalia è legata all’iperpressione rotulea, una patologia che interessa soprattutto i giovani (perlopiù di sesso femminile) affetti da valgismo (ginocchia ad X). Il più delle volte si ha una rotula in iperpressione esterna.

Spieghiamo meglio in cosa consiste, quali sono i sintomi e le cause, le conseguenze legate all’iperpressione rotulea, trattamenti, cure e riabilitazione.

Iperpressione rotulea: cos’è

La sindrome da iperpressione rotulea è una lesione causata da una pressione rotulea eccessiva sulla faccetta esterna. Tale iperpressione sulla cartilagine articolare è dovuta ad uno scorrimento anomalo della rotula sul femore. Può condurre ad uno schiacciamento asimmetrico della rotula sul femore: ne consegue un sovraccarico funzionale, infiammazione e dolore.

Col passare degli anni, questa condizione può portare ad un’erosione prematura della cartilagine rotulea. Spesso, colpisce entrambe le ginocchia e, se non curata o non trattata adeguatamente, può peggiorare.

Cause e sintomi

La patologia nota come iperpressione rotulea è dovuta ad una super tensione del legamento alare esterno, che porta ad una pressione eccessiva sulla parte laterale della rotula stessa. In genere, interessa persone affette da valgismo (ginocchia a X): la causa è principalmente congenita.

Inizialmente, non si avverte alcun sintomo: si verifica soltanto un aumento degli attriti in un’area di contatto tra femore e rotula.

A lungo andare, compariranno i sintomi tipici dell’iperpressione rotulea:

  • Dolore alla rotula o al ginocchio durante attività che portano a flettere il ginocchio (ad esempio, scendere le scale);
  • Fastidio che aumenta con la posizione prolungata ad arti flessi (ad esempio, stare troppo seduti);
  • Blocco articolare a seguito di sollecitazioni lavorative o sportive;
  • Scricchiolio;
  • Lieve gonfiore;
  • Aumento della sensibilità lungo il margine esterno della rotula;
  • Rigidità dell’articolazione e versamento intrarticolare.

Una semplice radiografia consentirà di valutare il livello di allineamento anatomico della rotula.

Di solito, tale condizione è legata ad una lassità o minore resistenza del tendine del muscolo vasto mediale a fronte di una maggiore tensione del tendine del muscolo vasto.

Potrebbe formarsi una condropatia, ovvero un’infiammazione causata dall’usura della cartilagine localizzata sotto la rotula. La condropatia può trasformarsi in condromalacia in fase degenerativa. La condropatia causa dolore retrorotuleo. Negli sportivi è una conseguenza del sovraccarico e dei microtraumi associati ad anomalie anatomiche come rotula alta, valgismo, legamento particolarmente debole.

Iperpressione rotulea: trattamenti e riabilitazione

Ad esclusione dei casi più gravi caratterizzati da una seria compromissione della cartilagine articolare, il trattamento è di tipo conservativo e prevede:

  • Terapia con farmaci antinfiammatori non a lungo termine;
  • Condroitin solfato, cartilagine di squalo, glucosamina viscosupplementazione con acido Ialuronico per contribuire alla guarigione della cartilagine;
  • Utilizzo di una ginocchiera elastica in grado di stabilizzare la rotula;
  • Perdita di peso per ridurre la pressione sulla cartilagine;
  • Escludere le attività che comportano flessioni profonde del ginocchio;
  • Esercizi specifici per il quadricipite femorale e lunghe passeggiate su terreno piano;
  • Fisioterapia mirata.

Nei casi più gravi, è necessario ricorrere alla chirurgia artroscopica che consiste nell’allentare il legamento troppo teso (lateral release) regolarizzando la cartilagine compromessa. In questo modo, la rotula viene ricentrata sul femore.

Trattamento fisioterapico

La Fisioterapia mirata, in caso di iperpressione rotulea, prevede inizialmente un ciclo di Tecarterapia per intervenire sull’infiammazione.

Una volta superata la fase acuta del dolore, si passerà ad esercizi di potenziamento muscolare e stretching del quadricipite femorale, tecniche osteopatiche e posturali (metodo Mezieres).

I tempi di recupero, in caso di terapia medica e ginnastica, si attestano a 3 mesi.

In caso di artroscopia, per la prima settimana dopo l’intervento viene prescritta deambulazione con tutore/bendaggio. In seguito, sarà necessario un percorso riabilitativo (nuoto e bicicletta). Il ritorno allo sport potrebbe richiedere fino a 4 mesi.

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