Powered by Smartsupp

        Aiuto          Accedi        Carrello

Idrochinesiterapia

Idrochinesiterapia

Sommario

L’idrokinesiterapia (o idrochinesiterapia) è la fisioterapia in acqua. E’ nota anche con altri termini come fisioterapia (o riabilitazione) in piscina, terapia acquatica, riabilitazione in acqua, acquaterapia. Al di là dei termini alternativi, è importante sapere che non c’entra nulla con l’acquagym (esercizio acquatico).

L’idrokinesiterapia è un trattamento di medicina fisica e di riabilitazione che richiede la presenza ed il coinvolgimento di uno specialista qualificato. Prevede un programma individuale, personalizzato in base alle esigenze del paziente. Questo tipo di riabilitazione viene svolta soltanto da strutture sanitarie autorizzate.

Il trattamento ha l’obiettivo di curare i disturbi del movimento sfruttando il vantaggio del galleggiamento, temperatura e pressione idrostatica. Previene, cura e riabilita traumi sportivi e generici, altri disturbi e patologie che spieghiamo più avanti. In pratica, questo percorso riabilitativo consiste nell’esercizio fisico in acqua per gestire e migliorare dolore, mobilità e forza di chi presenta determinate patologie acute o croniche legate al movimento.

Quali sono le patologie e i disturbi trattati con questa terapia? I benefici e le controindicazioni? Approfondiamo.

Idrochinesiterapia: campi di applicazione, indicazioni

I campi di applicazione dell’idrokinesiterapia sono vasti e includono i seguenti ambiti.

  • Reumatologico (gonartrosi, coxartrosi, fibromialgie, malattie reumatiche, spondiloartriti);
  • Ortopedico (ernie discali, spondilodiscoartrosi, artroprotesi di ginocchio e d’anca, artrosi polidistrettuale, lesioni muscolari e tendinee, fratture, distorsioni, lesioni della cuffia dei rotatori, dei legamenti del ginocchio e dei menischi);
  • Neurologico (trauma cranico, emiparesi, emiplegia, patologie cerebellari, tetraparesi spastica, distonie, sclerosi multipla, disturbi della coordinazione motoria ed esiti di paralisi cerebrale infantile – PCI, spina bifida, para-tetraplegia, poliomielite, paralisi del plesso brachiale, distrofia muscolare).

In altre parole, la prevenzione, cura e riabilitazione attraverso l’idrokinesiterapia riguardano patologie:

  • Muscoloscheletriche (coxartrosi, gonartrosi, fratture, patologie della spalla, post-operatorio a seguito di interventi al ginocchio, alla spalla e all’anca, prolungata immobilizzazione);
  • Vascolari (insufficienza venosa cronica, varici agli arti inferiori, postumi di flebopatie croniche o di interventi chirurgici vascolari periferici, vasculopatia cronica degli arti inferiori);
  • Neurologiche (sclerosi multipla, lesioni nervose periferiche, morbo di Parkinson, paraplegia, emiplegia). 

I benefici dell’idrokinesiterapia

Il percorso riabilitativo dell’idrochinesiterapia ha un primo vantaggio importante: la galleggiabilità fornita dall’acqua che aiuta a sostenere il peso del paziente. In tal modo, si riduce il carico, dunque la sollecitazione esercitata sulle articolazioni. Risulta più facile e meno doloroso eseguire gli esercizi quando si riduce lo stress articolare.

Anche la temperatura dell’acqua (32-35 gradi) è rilevante: il calore ha un effetto analgesico, rilassa i muscoli e dilata i vasi sanguigni a tutto vantaggio di chi soffre di mal di schiena, fibromialgia, spasmi muscolari.

Gli esercizi eseguiti in acqua presentano diverse azioni benefiche: rilassamento, rinforzo muscolare, mobilità articolare e flessibilità, resistenza, respirazione, equilibrio, coordinamento.

La resistenza idrodinamica permette un incremento della forza e potenza muscolare degli arti. Riducendo la velocità di esecuzione dei movimenti favorisce l’elaborazione e coordinazione degli schemi motori.

La pressione dell’acqua sugli arti superiori e inferiori aumenta il flusso sanguigno verso il cuore riducendo la frequenza cardiaca. Ciò permette di ridurre edemi e gonfiori dovuti a traumi o interventi chirurgici. La pressione aiuta anche a rinforzare i muscoli.

Idrochinesiterapia: controindicazioni

L’idrochinesiterapia non è indicata in caso di:

  • Presenza di piaghe o ferite non cicatrizzate del tutto;
  • Grave insufficienza cardiaca;
  • Grave insufficienza respiratoria;
  • Ipotensione;
  • Ipertensione arteriosa instabile e grave;
  • Coronaropatie instabili.
Condividi articolo:
Articoli correlati
Piede ingessato
Piede ingessato

Il piede ingessato deve essere protetto da eventuali danni perché il processo di guarigione deve essere completo e possibilmente rapido.

Leggi tutto
Ipomenorrea
Ipomenorrea

L’ipomenorrea corrisponde a mestruazioni quantitativamente scarse e di breve durata. E’ il fenomeno opposto all’ipermenorrea. Il normale ciclo si attesta

Leggi tutto