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Fistola gengivale

Sommario

La fistola gengivale è la conseguenza di un ascesso, una comunicazione tra dente ed esterno che consente il drenaggio del pus. Il pus non è altro che un accumulo di batteri, globuli bianchi e detriti cellulari che formano l’ascesso.

Si parla di fistola gengivale quando il processo infettivo coinvolge i tessuti che sostengono il dente, soprattutto la gengiva. La fistola dentale è, invece, causata dal processo infettivo che colpisce il dente.

La comparsa di una fistola gengivale è un segnale di allarme che potrebbe provocare un’infezione sistemica e gravi conseguenze alle gengive. E’ importante rivolgersi al dentista senza rimandare troppo per sottoporsi ad una cura tempestiva che scongiuri complicanze fino alla perdita del dente.

Fistola gengivale: cos’è

Vista da fuori la fistola gengivale è una piccola protuberanza rossa localizzata sulla mucosa. Si tratta di una lesione del cavo orale che colpisce la gengiva. E’ l’effetto del proliferare di un’infezione che porta alla produzione di pus.

Seppure dalla fistola fuoriuscisse il pus, non è detto che l’infezione guarirebbe del tutto spontaneamente. L’infezione potrebbe estendersi fino a corrodere l’osso al punto tale da perdere il dente colpito. La cosa da fare è non sottovalutare la fistola e rivolgersi ad uno specialista prima possibile.

Cause della fistola gengivale

In genere, la fistola gengivale si forma a seguito di un’infezione del cavo orale che provoca un ascesso. E’ legata alla parodontite, patologia che colpisce i tessuti parodontali che sostengono il dente.

Questa infezione può dipendere da quattro principali cause:

  • Scorretta o scarsa igiene orale;
  • Esiti di interventi odontoiatrici malriusciti (otturazioni scorrette e molto profonde, estrazioni dentali con manovre chirurgiche poco delicate, ecc.);
  • Cattive abitudini come fumo e alcol;
  • Sistema immunitario debilitato.

Sintomi

I sintomi caratteristici della fistola alle gengive sono:

  • Dolore e infiammazione localizzati nell’area della gengiva interessata dal processo infettivo;
  • Gonfiore dell’area colpita;
  • Sanguinamento (non sempre);
  • Sensibilità gengivale e dentale;
  • Sgradevole sapore in bocca, alitosi dovuta al drenaggio spontaneo e fuoriuscita del pus.

Il dolore è più acuto nella fase infiammatoria che precede la formazione della fistola: una volta comparsa, il sintomo doloroso tenderà a diminuire.

La fistola alle gengive potrebbe anche risultare asintomatica e, in tal caso, sarà più difficile eseguire un’autodiagnosi. Ai primi sintomi è bene rivolgersi subito allo specialista.

Fistola alle gengive: diagnosi, cure, i migliori trattamenti

Per una corretta diagnosi, occorre eseguire una fistolografia ovvero una specifica radiografia che serve a valutare le condizioni delle gengive per individuare le cause e pianificare la terapia più adeguata.

Il dentista agirà per debellare l’infezione responsabile della fistola gengivale. 

Procederà con il drenaggio del pus contenuto nella fistola per frenare il propagarsi dell’infiammazione. 

Per favorire ed accelerare la guarigione, il medico prescriverà una terapia antibiotica. Gli antibiotici sono indicati soprattutto per pazienti cardiopatici, diabetici o particolarmente fragili, non per pazienti sani.

Se l’infezione ha raggiunto il dente, sarà necessaria una devitalizzazione che consiste nel ripulire i canali evitando il rischio di recidive. Viene rimosso il tessuto pulpare (il nervo del dente) per arginare e controllare l’infezione.

Se i denti compromessi dal processo infettivo sono quelli del giudizio, si opterà per l’estrazione in quanto non si tratta di denti che rivestono un ruolo importante a livello di masticazione.

Il dentista procederà con la terapia parodontale, un trattamento più o meno complesso a seconda della gravità del problema.

L’importanza della prevenzione

La formazione delle fistole gengivali si può prevenire con una corretta ed accurata igiene orale usando scovolino, filo interdentale e collutorio.

E’ di fondamentale importanza sottoporsi a controlli periodici recandosi presso il proprio dentista di fiducia almeno 1-2 volte all’anno.

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