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Ernia inguinale: una guida completa

Ernia inguinale

Sommario

Quando ci si trova a dover affrontare l’ernia inguinale, è inutile aspettare. Col passare del tempo può soltanto peggiorare, non regredisce spontaneamente. In questo focus andiamo dritti al sodo descrivendo l’intervento chirurgico cui sottoporsi per risolvere l’ernia inguinale, la convalescenza, i tempi di recupero, cosa fare e cosa non fare.

L’operazione per l’ernia inguinale (ernioplastica inguinale) rappresenta l’intervento chirurgico più praticato nel mondo. Dura mediamente dai 30 ai 60 minuti.

In genere, per il trattamento di questa patologia, si ricorre ad un intervento di chirurgia mini open in regime di day hospital ed in anestesia locale. Dopo aver praticato una piccola incisione a livello del canale inguinale, l’ernia viene riportata in sede d’origine. La parte anteriore della parete addominale viene riparata, ricostruita per, poi, posizionare una protesi che consiste in una piccola rete di rinforzo in materiale biocompatibile da fissare con colle chirurgiche o suture. Se l’ernia è bilaterale (coinvolge i due inguini) si ricorre ad un intervento di laparoscopia.

E’ importante ricordare quali sono le cause, i sintomi, gli accorgimenti per prevenire l’ernia inguinale.

Ernia inguinale: la convalescenza è dolorosa?

Nella fase post-operatoria, il paziente può avvertire dolore, facilmente gestibile con l’assunzione di farmaci analgesici. Nelle tre settimane successive, occorre indossare una fascia elastica contenitiva o, in alternativa, apposite mutande per ernia inguinale che hanno la funzione di favorire il recupero dall’intervento chirurgico.

Si possono anche utilizzare specifici cuscinetti per ernia inguinale da posizionare all’interno degli slip per ernie: servono a stabilizzare l’ernia e sono adattabili al lato destro o sinistro.

Per circa un mese, il paziente non potrà praticare sport ed è necessario evitare di guidare l’auto per almeno 2 settimane. Gli sforzi fisici vanno evitati per almeno 6 settimane.

In media, la convalescenza per l’ernia inguinale prevede determinati tempi in base al tipo di attività fisica e lavorativa:

  • 10-15 giorni per tornare a svolgere un lavoro di ufficio;
  • 3 settimane se si tratta di un lavoro che richiede uno sforzo fisico.

Complicanze

Le complicanze post-intervento (infezione, sanguinamento, raccolta di siero) sono rare. Il rischio di recidiva si attesta all’1%. 

Se il dolore persiste oltre le 4 settimane fino a 3 mesi, può trattarsi di nevralgia cronica, una complicanza post-operatoria dannosa, da affrontare in via multidisciplinare e super specialistica.

Per evitare un’ulteriore erniazione, spesso il medico prescrive una ginnastica specifica preventiva al fine di rinforzare la muscolatura.

Ernia inguinale: cause e fattori di rischio 

Per vari motivi, la parete addominale (costituita da più fasce muscolari) può indebolirsi in certi punti favorendo la fuoriuscita di tessuto adiposo, parte dell’intestino o altri organi come la vescica. Lo spostamento fuori sede di queste strutture porta all’ernia inguinale.

Le cause responsabili dell’ernia inguinale sono:

  • Sforzi fisici ripetuti nel tempo;
  • Tosse persistente;
  • Stipsi.

I principali fattori di rischio sono: obesità, asma, fumo, diabete. Per le donne, in particolare, le gravidanze ripetute o l’eccessiva magrezza.

Sintomi

I sintomi caratteristici dell’ernia inguinale sono:

  • Rigonfiamento a livello dell’inguine che, nel corso della giornata, può essere più o meno evidente. Per esempio, è più pronunciato dopo aver lavorato o camminato, mentre al risveglio non si nota;
  • Dolore all’inguine;
  • Negli uomini, fastidi al testicolo.

Ernia intasata e strozzata: intervento chirurgico d’urgenza

Se l’ernia inguinale provoca nausea, vomito, dolore alla parte addominale (sintomi dell’ernia intasata) oppure nell’area fuoriuscita manca un adeguato apporto di sangue (sintomo di ernia strozzata), è necessario un intervento chirurgico d’urgenza.

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