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Emorroidi: cosa sono e come curarle

emorroidi

Sommario

Almeno una volta nella vita, capita a tutti di soffrire di emorroidi. E’ un disturbo molto comune, il più delle volte causato da uno stile di vita scorretto, abitudini alimentari sbagliate. Secondo la tradizionale definizione scientifica, sono dovute alla presenza di varici nel plesso venoso rettale e anale e colpiscono maggiormente soggetti in età matura. 

Le emorroidi, morbidi cuscinetti ampiamente vascolarizzati nell’area rettale, favoriscono l’evacuazione e mantengono la continenza fecale. La malattia emorroidaria (infiammazione con rigonfiamento) può comparire all’improvviso, spesso in estate visto che a scatenarle è la temperatura esterna (fredda o calda) che mette a dura prova la parete venosa. Chi ha le emorroidi fragili e compromesse rischia la rottura del vaso per il caldo eccessivo. Anche lo sforzo fisico (durante la defecazione o il sollevamento di un peso) può far rischiare la rottura. 

Che si tratti di emorroide interna, esterna o a grappolo, questa disfunzione associata alla congestione delle vene emorroidali ed al prolasso della mucosa ano-rettale va risolta al più presto per normalizzare la condizione di questi cuscinetti venosi e recuperare una buona qualità della vita. 

In questa guida, approfondiamo sintomi, cause e trattamenti efficaci per sbarazzarsi del problema una volta per tutte.

Emorroidi: sintomi, come si manifestano

I sintomi dipendono dall’entità del disturbo. 

Esistono 4 stadi di gravità delle emorroidi:

  • Primo stadio: le emorroidi interne non sono prolassanti;
  • Secondo stadio: le emorroidi, pur essendo prolassanti, possono ridursi spontaneamente;
  • Terzo stadio: per ridurre le emorroidi prolassanti bisogna procedere manualmente;
  • Quarto stadio: le emorroidi prolassate non si possono ridurre manualmente.

A seconda della gravità, possono manifestarsi i seguenti sintomi tipici:

  • Dolore pungente;
  • Bruciore;
  • Sanguinamento;
  • Prurito anale;
  • Sensazione di un corpo estraneo;
  • Sensazione di gonfiore e di peso;
  • Presenza esterna all’ano delle emorroidi, visibili ad occhio nudo e percepibili al tatto (sono simili ad una pallina turgida);
  • Formazione di un trombo (coagulo) che amplifica il dolore;
  • Perdite di muco e stimolo a ripetute evacuazioni (nei casi avanzati).

Le emorroidi esterne sono, naturalmente, facili da diagnosticare, a differenza di quelle interne che non sanguinano. Queste ultime creano una sensazione di gonfiore e irritabilità durante la defecazione e nient’altro.

Le principali complicanze possono essere: sanguinamento, (fino a vere e proprie emorragie che provocano anemia per mancanza di ferro), strozzamento doloroso delle emorroidi, ascessi anali o perianali, incontinenza fecale, trombosi emorroidaria che provoca un’infiammazione acuta e dolorosa, prolasso permanente. 

In genere, crisi acute si alternano a periodi di sollievo ma le emorroidi tendono, il più delle volte, a recidivare.

Di solito, la malattia emorroidale viene diagnosticata mediante visita di uno specialista (ispezione dell’area perianale e rettale, eventuale anoscopia). Per escludere un tumore del colon-retto, si ricorre alla colonscopia.

Emorroidi: cause e fattori di rischio

La malattia emorroidaria è multifattoriale, ovvero può scaturire dalla combinazione di diverse cause e fattori di rischio:

  • Stitichezza cronica con eccessivi sforzi evacuatori;
  • Diarrea;
  • Gravidanza;
  • Vita sedentaria;
  • Sovrappeso e obesità;
  • Pratica di sport come ciclismo ed equitazione;
  • Posizione eretta prolungata;
  • Lunga permanenza seduti sul water;
  • Dieta sbilanciata, povera di fibre con scarso apporto di acqua, cattive abitudini alimentari (consumo di cioccolato, insaccati, alcol, cibi piccanti, spezie);
  • Assunzione di certi farmaci come lassativi e anticoncezionali;
  • Alcune patologie (ipertensione legata alla cirrosi epatica, neoplasie pelviche, ipertrofia prostatica);
  • Predisposizione familiare e personale alla fragilità vasale e alle varici in genere.

Indipendentemente dalle cause, la malattia emorroidaria si manifesta per una congestione di sangue che si accumula nelle emorroidi facendole scivolare in basso e dilatandole.

Come curare le emorroidi: trattamenti efficaci

E’ altamente raccomandato intervenire sulla correzione di diete sbilanciate, igiene inadeguata, scarsa idratazione e stile di vita sbagliato, vita sedentaria (una regolare attività fisica è importante). E’ la prima mossa da fare, indipendentemente dal tipo di terapia prescritta (conservativa o chirurgica).

I cibi consigliati sono cavolo, patate, barbabietola rossa, porri, yogurt, mentre quelli da evitare sono cibi grassi e piccanti, fritti, alcolici, caffè, tè e cioccolato.

Le emorroidi occasionali e fino al secondo stadio si curano con:

  • applicazione di una pomata per decongestionare e ridurre il dolore (con o senza cortisone a seconda della presenza o meno di sanguinamento);
  • antidolorifici per via orale (sconsigliati in caso di emorroidi sanguinanti), preferibilmente tachipirina;
  • integratore a base di flavonoidi per rinforzare la parete venosa fragile, fibre e fermenti lattici; 
  • utilizzo di ciambelle apposite. In commercio, esistono ciambelle antidecubito e ciambelle per le emorroidi.

L’intervento chirurgico è necessario per emorroidi sintomatiche di terzo e quarto grado che impattano negativamente sulla qualità della vita. In base alle condizioni del paziente, lo specialista opterà per uno dei seguenti interventi:

  • emorroidopessi per riposizionare le emorroidi prolassate;
  • emorroidectomia per asportare le emorroidi infiammate;
  • terapia laser per la coartazione dell’arteria che rifornisce il gavocciolo emorroidario.
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