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Dita a martello: come curarle efficacemente – Guida avanzata

dita a martello

Sommario

Spesso, chi soffre di alluce valgo è soggetto ad un tipo di deformità nota come ‘dita a martello’. Si tratta di una delle deformità più comuni che interessa l’avampiede, precisamente l’articolazione interfalangea prossimale del 2°, 3° o 4° dito del piede. L’alluce valgo, nel tempo, modifica la naturale posizione delle dita e dell’avampiede causando una graduale retrazione e flessione delle dita, oltre che callosità dorsali.

Il dito a martello è piegato verso il basso: questa deformità incide negativamente sull’andatura, postura ed equilibrio del corpo. Come curare al meglio le dita a martello? E’ questa la domanda centrale del focus.

Scopriamo cause, sintomi e trattamenti efficaci per contrastare questa deformità.

Dita a martello: cause

Le cause responsabili del dito a martello riguardano principalmente problemi di appoggio scorretto del piede che possono portare a fascite plantare, alluce valgo, metatarsalgia da sovraccarico. 

Altre cause abbinate all’appoggio scorretto possono portare alla deformità:

  • Artriti, artropatie infiammatorie;
  • Artrite reumatoide e malattia di Charcot-Marie-Tooth;
  • Affezioni neuromuscolari;
  • Diabete;
  • Traumi;
  • Malattie neurologiche;
  • Piede piatto;
  • Metatarsali più lunghi;
  • Squilibrio muscolare intrinseco.

Tra i fattori di rischio troviamo:

  • Predisposizione congenita o familiare;
  • Età avanzata;
  • Sesso femminile;
  • Scarpe con tacco alto e punta stretta che alterano l’equilibrio muscolare aumentando pressione e curvatura della punta.

I sintomi del dito a martello

I sintomi tipici del dito a martello sono:

  • Deformità cronica progressiva (simile all’artiglio di un rapace) destinata a peggiorare nel tempo, caratterizzata da flessione dell’articolazione colpita (secondo, terzo e quarto dito). Nella fase iniziale, le dita sono flessibili ma senza trattamento possono irrigidirsi e bloccarsi in posizione contratta tanto che muscoli ed articolazioni non sono più in grado di allungarsi di nuovo;
  • Dolore che aumenta camminando e usando le scarpe;
  • Rossore dell’area interessata;
  • Callosità, vesciche, ulcerazioni, irritazioni a seguito dello sfregamento della pelle con la scarpa.

La diagnosi per individuare ed analizzare l’entità della deformazione prevede, oltre alla visita medica, esami di imaging (radiografia, talvolta Risonanza Magnetica) 

Se il problema viene trascurato o curato non adeguatamente, nel tempo può provocare alterazioni dell’andatura dovute alla ricerca di un appoggio meno doloroso.

Come curare le dita a martello: trattamenti efficaci

Pur trattandosi di deformità cronica progressiva che non si risolve spontaneamente, le dita a martello possono essere trattate con approcci conservativi prima di valutare l’intervento chirurgico.

Per migliorare i sintomi, il medico prescrive e raccomanda:

  • Uso di solette e plantari specifici; dei plantari consigliato da noi per la cura delle dita a martello sono i plantari pressori per Xpress beauty e beauty six.
  • Utilizzo di scarpe a pianta ampia (con tacco di 2-3 cm) per alleviare il dolore dovuto allo sfregamento, possibilmente scegliendo una misura di mezzo numero in più del normale. Le scarpe con tacco alto sono da bandire in quanto trasferiscono la pressione all’avampiede;
  • Trattamento periodico dei calli;
  • Esercizi specifici utili per rafforzare ed allungare i muscoli del piede, tra cui allungamento manuale delicato delle dita ed utilizzo delle dita dei piedi per raccogliere oggetti (piede prensile) sul pavimento;
  • Fisioterapia, in particolare la Laserterapia antalgica
    Per la cura delle dita a martello vi consigliamo di svolgere una Laserterapia facendo affidamento su questo fantastico prodotto, il Laserterapia LASERVET 1.0 con un kit di attrezzatura associato al suo utilizzo.

Se il paziente non risponde alla terapia conservativa, nei casi in cui l’articolazione è irrimediabilmente bloccata, è necessario l’intervento chirurgico per procedere all’allungamento tendineo, al transfer tendineo oppure all’artrodesi (fusione articolare). In fase post-operatoria il paziente seguirà una terapia antinfiammatoria, il mantenimento del bendaggio, una profilassi antitromboembolica e deambulerà indossando particolari calzature. Purtroppo, i tassi di recidiva dopo l’intervento sono alti: un paziente su dieci svilupperà di nuovo le dita a martello.

La migliore cura resta la prevenzione con l’uso di plantari idonei ed esercizi per il rinforzo della muscolatura (piede e dita).

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