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Cos’è la trombosi venosa superficiale

insufficienza venosa

Sommario

La trombosi venosa superficiale (tromboflebite) è una patologia che colpisce in particolare le vene superficiali di gambe e braccia. E’ una malattia di origine infiammatoria causata dal coagulo di sangue (trombo) nella vena superficiale che impedisce la normale circolazione sanguigna.

Pur essendo meno grave della trombosi venosa profonda, la tromboflebite non deve essere sottovalutata.

Approfondiamo descrivendo sintomi, cause e le migliori cure della tromboflebite.

Cos’è la trombosi venosa superficiale, diversa da quella profonda

Con il termine di ‘trombosi venosa superficiale’ si intende un’infiammazione e conseguente formazione di coaguli di sangue in una vena superficiale (in genere, di gambe e braccia).

La tromboflebite coinvolge le vene superficiali (appena sotto la cute) degli arti inferiori ma può compromettere anche quelle degli arti superiori o dell’inguine. Se colpisce le gambe, il disturbo è dovuto a vene varicose anche se gran parte dei soggetti con vene varicose non sviluppa trombosi (coaguli di sangue).

E’ sufficiente anche una piccola lesione (flebite) per infiammare una vena varicosa.

C’è una differenza sostanziale tra vene superficiali e profonde: le prime non sono circondate da muscoli che rischiano di comprimere e spostare il coagulo di sangue. Raramente, la trombosi venosa superficiale provoca la rottura del trombo (coagulo) in quanto quest’ultimo aderisce saldamente alla parete della vena. La trombosi venosa profonda è caratterizzata da un’infiammazione lieve, mentre quella superficiale induce una reazione infiammatoria acuta e improvvisa.

Una tromboflebite ricorrente che si manifesta nelle vene normali (flebite migrante) può far sospettare un tumore di un organo interno. Se il disturbo è realmente associato ad un tumore, questa patologia viene denominata sindrome di Trousseau.

Cause e fattori di rischio della tromboflebite

La tromboflebite può insorgere per diversi motivi. 

Fattori di rischio importanti sono la sedentarietà, uno stile di vita sbagliato, dieta sbilanciata, obesità, sovrappeso.

Può trattarsi anche di una predisposizione genetica, familiarità che porta ad un aumento del rischio di insorgenza della patologia. In particolare, le donne predisposte geneticamente, sono più a rischio se assumono contraccettivi per via orale, quindi bisogna fare attenzione ai farmaci che si assumono.

Altre cause possono essere gravidanza e incidenti che costringono a lunghi periodi di sedentarietà o immobilità oppure un tumore.

Trombosi venosa superficiale: sintomi e diagnosi

I sintomi associati alla tromboflebite sono:

  • Dolore all’arto interessato che si sviluppa rapidamente;
  • Gonfiore, arrossamento e senso di calore sull’area colpita;
  • Dolore al torace e difficoltà a respirare in quanto certi frammenti di coaguli di sangue (emboli) nelle vene potrebbero staccarsi finendo sui polmoni. In questo caso, potrebbe trattarsi di embolia polmonare: se le parti staccate sono di grandi dimensioni, le conseguenze potrebbero essere fatali;
  • Indurimento e perdita di elasticità della vena sottocutanea in tutta la sua lunghezza.

Di solito, in fase di diagnosi, il medico riconosce la trombosi venosa superficiale dall’aspetto. Nel caso in cui la tromboflebite si manifesti improvvisamente al di sopra del ginocchio, dove non sono presenti vene varicose, il paziente viene sottoposto ad ecografia per verificare che non si tratti di coagulo nelle vene profonde.

Tromboflebite: come curarla

In caso di trombosi venosa superficiale molto estesa, il trattamento prevede l’assunzione di farmaci anticoagulanti come l’eparina per contenere il processo di coagulazione.

Di solito, la tromboflebite regredisce spontaneamente e l’infiammazione scompare dopo pochi giorni ma il dolore e il gonfiore possono persistere per settimane. Pertanto, allo scopo di alleviare il dolore, il medico può prescrivere compresse calde, analgesici (aspirina) o FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) fino alla risoluzione del disturbo. 

Il medico consiglierà anche l’utilizzo delle calze antitrombo pensate per favorire il corretto flusso sanguigno. Si tratta di calze a compressione graduale, ausili medici che impediscono la formazione di coaguli di sangue. In base all’area da comprimere, sono disponibili in tre differenti versioni: tuttacoscia, monocollant e gambaletto. E’ importante chiedere il parere del medico per la scelta delle calze più adeguate in quanto esistono in commercio modelli per la prevenzione ed altri per la cura della tromboflebite.

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