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Corrente galvanica: tutto quello che devi sapere

corrente galvanica

Sommario

In certi contesti, la terapia a corrente galvanica risulta essere molto valida. Dagli anni Settanta agli anni Novanta del secolo scorso, questa terapia era molto in uso nell’ambito della Fisioterapia per il trattamento del dolore. 

Oggi, la terapia a correnti galvaniche è stata sostituita da trattamenti fisici strumentali come TENS, Tecarterapia o Laser ad alta potenza, caratterizzati da tecnologie più avanzate che garantiscono risultati migliori.

Tuttora, però, la Galvanoterapia viene prescritta, da abbinare magari ad altre terapie per un trattamento completo.

Terapia a corrente galvanica: cos’è

La Galvanoterapia sfrutta il principio fisico della polarità elettrochimica basato sulla capacità di certe sostanze dotate di polarità di essere attratte da una carica opposta.

Applicando questo principio ad un organismo umano o ad una sua area specifica, si potrà sfruttare la corrente galvanica a bassa intensità per veicolare ed attrarre farmaci o sostanze dall’esterno verso l’interno in modo efficace ed uniforme.

La corrente galvanica è la corrente continua in grado di veicolare le proprietà medicamentose di certi farmaci nell’area da trattare.

Corrente galvanica: indicazioni ed effetti terapeutici

La terapia a corrente galvanica è indicata per i seguenti disturbi e patologie:

  • Dolore diffuso agli arti (mani, gomiti, polsi, piedi, ginocchio, caviglie). La Galvanoterapia, in tal caso, è associabile con la Tecarterapia;
  • Tendiniti agli avambracci. In questo caso, la terapia a corrente galvanica si può associare a Ultrasuoni e Onde d’urto;
  • Dolore di origine reumatica che interessa grandi articolazioni;
  • Eccessiva sudorazione di piedi, mani e ascelle (iperidrosi).

Gli effetti benefici di questa terapia sono diversi e tutti documentati:

  • Riduzione della soglia del dolore (effetto antalgico);
  • Azione antinfiammatoria;
  • Incremento della vascolarizzazione;
  • Drenaggio dei liquidi.

Come funziona la Galvanoterapia

La terapia a corrente galvanica si applica in modo diverso a seconda dell’area da trattare (piccola o ampia).

Dovendo trattare piccole aree, si opterà per le correnti galvaniche classiche (Galvanoterapia). In questo caso, si useranno elettrodi rivestiti da un guscio morbido (spugnette) da posizionare agli antipodi dell’area di trattamento (in un’area a monte e in un’altra a valle oppure ‘a panino’). Mediante elettrodi in gel o spugne bagnate, l’operatore aziona il dispositivo aumentando progressivamente il voltaggio o l’intensità di corrente. Man mano che si aumenta la corrente galvanica, si avverte il graduale incremento di voltaggio, un lieve pizzicorio che non deve mai trasformarsi in un fastidio importante.

Per trattare una zona ampia, invece, si useranno Bacinelle galvaniche (in genere una o due) piene d’acqua all’interno delle quali verranno immersi elettrodi e le estremità da trattare. Gli elettrodi vengono immersi nell’acqua delle due bacinelle oppure un elettrodo in una vaschetta e l’altro applicato sul corpo asciutto del paziente. Di regola, il paziente posiziona mani e piedi all’interno delle bacinelle. 

Il terapista azionerà il dispositivo con le stesse modalità della Galvanoterapia classica. Regolerà l’intensità della corrente idonea alla terapia migliore finché il paziente non percepirà un lieve pizzicore sulla zona trattata.

Controindicazioni

Dopo aver illustrato le indicazioni, passiamo alle controindicazioni legate alla corrente galvanica.

La terapia a corrente galvanica è sconsigliata e controindicata in caso di:

  • Presenza di pacemaker;
  • Ferite aperte e piaghe (anche da decubito);
  • Tendenza a sviluppare ematomi a seguito di piccoli impatti;
  • Piede diabetico;
  • Patologie neurologiche periferiche;
  • Gravidanza e allattamento;
  • Reazione allergica alla corrente accertata;
  • Epilessia;
  • Ipoestesia cutanea;
  • Assunzione di farmaci anticoagulanti;
  • Disturbi di sensibilità alle estremità in pazienti anziani.

Talvolta, al termine della seduta, possono comparire arrossamenti più o meno intensi sulla cute trattata. Bisogna sempre detergere la cute eliminando il film grasso lipidico o creme grasse perché possono alterare la porazione della cute.

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