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Cicatrici ipertrofiche

Cicatrici ipertrofiche

Sommario

Esistono quattro tipologie di cicatrici: normale, atrofica, ipertrofica e cheloide. Le cicatrici ipertrofiche sono particolarmente difficili da trattare per via di un processo cicatriziale anomalo. Durante tale processo, lo strato di pelle prodotto dal corpo per rimediare ad una lesione è eccessivo, super sviluppato rispetto al tessuto circostante. In sostanza, il processo di cicatrizzazione subisce alterazioni.

E’ una reazione degli anticorpi che va ad infiammare l’area colpita portando l’organismo a produrre tessuto abbondante.

Le tre fasi di cicatrizzazione sono infiammatoria (fino al quinto giorno), proliferativa (dal quinto giorno fino a 3-4 settimane totali) e maturazione (fino a due anni e anche oltre).

Al termine del processo riparativo, la cicatrice ipertrofica è dura, spessa, rossa e gonfia. A volte, si manifesta prurito, disturbi di sensibilità e dolore.

Quali sono le cause e la migliore cura per questo genere di cicatrice?

Cicatrici ipertrofiche: cause

A seguito di un intervento, può formarsi una cicatrice ipertrofica per varie cause:

  • qualità della sutura chirurgica. Talvolta, la sutura può creare tensione alla pelle;
  • infiammazione o infezione della sutura;
  • strofinamento della pelle interessata al trauma;
  • igiene della cute nel contrastare le infezioni;
  • strofinamento della cute traumatizzata;
  • ritardo nella fase di guarigione per ematoma, diastasi.

La riparazione di una ferita può variare da paziente a paziente. La causa può dipendere da fattori genetici, etnici (caratteristiche di razza), cutanei, anagrafici. Anche la zona colpita, lo stile di vita (alcol, fumo) e l’attività lavorativa possono influire.

Cheloide e cicatrice ipertrofica: differenza

La cicatrice ipertrofica non va confusa con il cheloide. E’ rossa, quando viene compressa tende a sbiancare, provoca fastidio, prurito, dolore (in caso di ferita che interessa le articolazioni), presenta noduli. Si solleva ma resta circoscritta nella zona della lesione e può regredire.

Il cheloide, oltre a sollevarsi, si allarga, si espande e non regredisce spontaneamente. E’ dovuto ad una produzione eccessiva di collagene nel corso della cicatrizzazione. La pelle è piena, calda, arrossata, non presenta noduli e gli esiti di guarigione sono grinzosi.

Un’altra tipologia è la cicatrice atrofica caratterizzata da una depressione del tessuto. E’ legata all’acne, a traumi o interventi chirurgici.

Cicatrice ipertrofica: complicanze per il corpo e la postura

La cicatrice ipertrofica deve essere valutata con cura e precisione verificando, soprattutto, aderenze o tensioni.

Nel tempo, potrebbe causare alterazioni sulla postura e sul corpo, soprattutto l’area colpita.

Può anche creare problematiche a livello immunitario, nervoso, endocrino, psichico, talvolta dolori in zone lontane dalla stessa cicatrice.

In effetti, la cicatrice è un taglio che coinvolge non solo la pelle ma il tessuto connettivo sottostante. Può coinvolgere la fascia connettiva, strutture vascolari e linfatiche, causando aderenze interne dolorose e gravi.

Cicatrici ipertrofiche: trattamenti d’elezione in Fisioterapia

Riguardo alla cura, è importante considerare la maturità della cicatrice. Se è in fase attiva, è bene optare per un trattamento medico, conservativo, non chirurgico. Oltretutto, ricordiamo che, a seguito di un’operazione, una cicatrice sarà sostituita sempre da una nuova cicatrice.

Nella fase iniziale di guarigione, una cicatrice giovane va curata con antibiotici e si consiglia di non esporla al sole perché potrebbe macchiarsi e guarire più lentamente.

Nella fase intermedia una cicatrice ipertrofica si può trattare con:

  • Fibrolisi con effetto di scollamento tra tessuto cicatriziale e tessuti sottocutanei per allontanare la cicatrice;
  • Terapia manuale che consiste in mobilizzazione fasciale e massaggi mirati a rilassare il tessuto circostante;
  • Onde d’Urto, terapia che favorisce la riparazione dei tessuti. Favorisce cambiamento biologici a livello cellulare e la neoangiogenesi (nuova formazione di vasi sanguigni), migliora la microcircolazione. Ripara e rigenera anche tessuti scarsamente vascolarizzati.
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