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Camera iperbarica: cos’è e a cosa serve

Camera iperbarica

Sommario

La camera iperbarica (o di decompressione) consiste in un luogo all’interno del quale i pazienti possono respirare ossigeno puro. L’ossigeno ad elevata pressione (superiore a quella presente nell’aria) assicura all’organismo umano una maggior accessibilità all’ossigeno stesso.

Il trattamento erogato all’interno della camera iperbarica (ossigenoterapia iperbarica) serve a somministrare una miscela gassosa ad elevato contenuto di ossigeno tramite appositi dispositivi. Per gli addetti ai lavori, si tratta di una terapia farmacologica: l’ossigeno, gas fondamentale per la nostra sopravvivenza, è considerato un medicinale come i FANS o l’aspirina.

Esistono due tipologie di camera iperbarica: monoposto (per un solo paziente) e multiposto (capace di accogliere più pazienti).

Camera iperbarica: indicazioni, patologie trattate

L’ossigenoterapia iperbarica è indicata per diverse condizioni mediche, tra cui:

  • Embolia gassosa;
  • Malattia da decompressione;
  • Avvelenamento da monossido di carbonio;
  • Ustioni gravi;
  • Anemia severa;
  • Ascesso cerebrale;
  • Sindrome compartimentale;
  • Infezioni necrotizzanti (della pelle e delle ossa);
  • Cancrena gassosa;
  • Ferite da radiazione;
  • Lesioni da schiacciamento;
  • Ferite che non guariscono (come quelle dovute al diabete);
  • Perdita improvvisa della vista e dell’udito.

I candidati alla camera iperbarica presentano livelli ridotti di ossigeno nel sangue.

Camera iperbarica: come funziona, procedura

Dall’alloggiamento del paziente nella camera iperbarica all’accensione del macchinario che eroga ossigeno regolando la pressione, tutta la procedura è monitorata da un medico specialista e da personale tecnico altamente qualificato, pronto a intervenire subito in caso di necessità.

Il paziente può ricevere ossigeno puro o aria compressa ricca di ossigeno (meno costosa, la più erogata). Il trattamento con aria compressa non prevede l’uso di maschere o altri dispositivi erogatori, mentre quello con ossigeno puro prevede l’uso di maschere, caschi o cappucci erogatori.

Ciascuna seduta dura mediamente 2 ore circa.

Durante il trattamento, i pazienti avvertono la cosiddetta pienezza auricolare, la tipica sensazione che si prova in alta montagna. Basterà effettuare un finto sbadiglio o deglutire per eliminare questa sensazione.

Per rivelarsi efficace, l’ossigenoterapia iperbarica necessita di sedute variabili a seconda della problematica da trattare. Ad esempio, il trattamento di un episodio di avvelenamento da monossido di carbonio richiede 3 sedute, mentre sono necessarie dalle 20 alle 40 sedute per ferite che non guariscono.

Oggetti vietati o non consentiti

Durante il trattamento, per ridurre il pericolo di incendio, sono proibiti o non consentiti i seguenti oggetti:

  • Accendini e fiammiferi;
  • Qualsiasi dispositivo a batteria;
  • Cosmetici e capelli cosmetici derivanti dal petrolio;
  • Apparecchi elettronici;
  • Telefoni cellulari;
  • Apparecchi acustici;
  • Lenti a contatto;
  • Oggetti metallici;
  • Armi;
  • Calcolatrici;
  • Scaldini;
  • Sigarette e sigari;
  • Chiavi;
  • Orologi;
  • Penne stilografiche;
  • Torce elettriche;
  • Liquidi infiammabili;
  • Determinati indumenti come quelli acrilici, giacconi, giubbotti, vestiti unti.

Effetti collaterali e complicanze

La camera iperbarica è ritenuta sicura, a basso rischio di complicazioni ed effetti collaterali. 

Eventuali rischi ed effetti collaterali, dovuti ad un’alta pressione o ad un’eccessiva quantità di ossigeno erogato, possono essere:

  • miopia temporanea: il disturbo scompare dopo 3 settimane dal trattamento;
  • infortuni e lesioni dell’orecchio medio come la rottura del timpano per via dell’alta pressione;
  • dolore avvertito a zigomi e fronte;
  • reazioni incendiarie;
  • crisi epilettiche;
  • barotrauma polmonare.

Controindicazioni

Il trattamento della camera iperbarica presenta alcune controindicazioni.

E’ controindicato in caso di:

  • BPCO severa o pneumotorace (potrebbe provocare tensione pneumotoracica, una condizione letale);
  • Soggetti in terapia farmacologica a base di doxorubicina, cisplatino, mafenide o disulfiram;
  • Enfisema polmonare con ritenzione di anidride carbonica;
  • Cardiopatie;
  • Febbre alta;
  • Otite barotraumatica;
  • Tumore maligno;
  • Storia pregressa di chirurgia toracica.

Chi intende sottoporsi a camera iperbarica deve comunicare al medico le seguenti condizioni:

  • Soffre di influenza, raffreddore, congestione nasale o del torace, febbre;
  • Ha assunto insulina;
  • È in stato di gravidanza;
  • Assume farmaci o li ha assunti pochi giorni prima;
  • È in stato di ansia.
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