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5 consigli per usare il tiralatte

tiralatte

Sommario

In certi casi, le mamme hanno bisogno di usare il tiralatte per nutrire i loro bambini. Succede quando i bimbi presentano una suzione insufficiente. In genere, questo problema riguarda i neonati prematuri o affetti da una patologia post-natale che impedisce loro di sviluppare il naturale istinto di attaccarsi al seno della madre.

L’utilizzo di questo accessorio riguarda anche questioni pratiche: a volte, la mamma lo usa quando deve allontanarsi qualche ora dal figlio, per lavoro o altri motivi.

In questa guida, troverai 5 consigli molto utili per utilizzare al meglio il tiralatte. 

Come si usa il tiralatte?

In tutti i casi in cui mamma o bebè hanno difficoltà ad eseguire la normale poppata, entra in gioco il tiralatte. Come si usa? Prima di rispondere, ricordiamo che deve essere utilizzato interrompendo la poppata dal seno materno dopo il 40° giorno di vita del bimbo, non prima. Il motivo è semplice: l’allattamento deve essere ben avviato per evitare rischi di interferenze.

Per estrarre in modo corretto il latte, bisogna massaggiare con cura il seno usando acqua tiepida che agevola l’uscita del latte. Prima di usare il tiralatte, per effettuare il massaggio, è possibile avvolgere il seno in un asciugamano bagnato con l’acqua tiepida oppure aiutarsi con il telefono della doccia. 

I modelli disponibili in commercio sono due: manuale ed elettrico. Per un uso saltuario, è sufficiente il dispositivo manuale, facile da gestire e da trasportare anche se l’aspirazione in genere è lenta. Il modello elettrico è più rapido, riproduce molto bene il ritmo naturale della suzione/pausa, quindi è consigliato per un utilizzo costante, prolungato.

5 consigli per usare il tiralatte in modo efficace

Come usare il tiralatte al meglio? Ecco i nostri 5 consigli.

  1. Organizza tutto ciò che ti serve

Prima di procedere, organizza tutto il necessario per avere sottomano tutto ciò che serve senza dover interrompere l’utilizzo del dispositivo. Potrebbe essere necessario avere a portata di mano il telefono, uno snack, il telecomando oppure un panno per ripulire gocce di latte cadute, sacche per conservare il latte estratto. 

  1. Attenzione all’igiene

Prima e dopo aver estratto il latte, occorre lavare bene le mani e pulire con cura tutti i componenti entrati in contatto con il latte e con la bocca del bambino. E’ uno step importante per impedire la proliferazione di batteri.

Usandolo quotidianamente, il tiralatte deve essere pulito almeno una volta al giorno. Ogni accessorio deve essere perfettamente asciutto prima di conservarlo.

  1. Adotta una posizione comoda

Non possiamo consigliarti la posizione migliore per usare il dispositivo perché non esiste. Di solito, la posizione ideale è quella che fa sentire a proprio agio e comoda ogni mamma, quindi è del tutto personale.

Perché è importante adottare una posizione comoda? Perché la mamma deve essere assolutamente rilassata durante la procedura: con il relax viene rilasciata l’ossitocina, un ormone in grado di stimolare il riflesso di eiezione ovvero di espulsione.

Una posizione scomoda rappresenta un ostacolo a questo processo, renderebbe tutto più fastidioso e complicato.

  1. Estrai il latte al ritmo giusto

Dedica almeno 15 minuti alla sessione, la prima volta che usi il tiralatte. Se ne raccogli poco, non preoccuparti. Il trucco per usare in modo efficiente il dispositivo è essere costanti, farlo in modo regolare, con una certa frequenza. Col tempo, la costante suzione favorirà la produzione regolare di latte. Ci sono mamme che estraggono il latte un’ora dopo la poppata e riescono in questo modo a raccoglierne una maggiore quantità.

  1. Non sottovalutare dolore e disagi

L’utilizzo del tiralatte non deve causare né dolore né altri disagi come vesciche, segni di sfregamento sui capezzoli o sul seno. Non sarebbe normale. Se succede comincia a ridurre la suzione del dispositivo.

La coppa per il seno del tiralatte potrebbe essere sbagliata, ad esempio di una misura più piccola, e creare fastidi o lesioni che provocano dolore. E’ necessario, in questo caso, rivolgersi al medico che verificherà se la coppa usata è corretta o meno.

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